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Politica

Non dobbiamo sempre aspettare le sentenze per capire se una persona è colpevole, dice Davigo

L’ex magistrato del pool di Mani Pulite – ospite a PiazzaPulita – ha lasciato intendere che vi sarebbe bisogno di intervenire prima delle sentenze definitive. Negli studi di La7 scontro con l’avvocato Caiazza e il giornalista De Angelis. 

Il magistrato Piercamillo Davigo, Presidente della II Sezione Penale presso la Corte di Cassazione e membro del Csm – la corrente che ha fondato “Autonomia e Indipendenza” è l’unica rimasta in Giunta in Anm dopo il terremoto del caso Palamara – ospite del programma di La7 “PiazzaPulita”, è intervenuto sulla bufera che ha colpito in queste settimane il Csm. In settimana il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha auspicato che si arrivi in tempi brevi ad una riforma della Giustizia. Dopo l’inchiesta della Procura di Perugia che vede coinvolto il giudice Luca Palamara non ppare più procrastinabile. Ma le parole pronunciate da Davigo – ex membro del pool di Mani Pulite – durante la trasmissione hanno scatenato un vero putiferio. Come riporta la Repubblica, riferendosi al caso Palamara, Davigo ha dichiarato: L’errore italiano è stato quello di dire sempre: ‘Aspettiamo le sentenze’. Se invito a cena il mio vicino di casa e lo vedo uscire con la mia argenteria nelle tasche, non devo aspettare la sentenza della Cassazione per non invitarlo di nuovo”. 

E  il magistrato ha proseguito puntualizzando la necessità di saper discernere tra magistrati perbene – la maggioranza, a suo dire – e magistrati “per male”. Parole che hanno scatenato anche la reazione degli ospiti in studio. L’avvocato Giandomenico Caiazza, Presidente delle Unioni delle Camere Penali italiane,  ha attaccato apertamente il Csm accusandolo di portare avanti un’idea giustizialista: “Siamo un Paese di tendenza giustizialista. Non c’è dubbio, siamo un Paese che giudica dalle indagini e non dalle sentenze“. Sulla stessa lunghezza d’onda il giornalista Alessandro De Angelis. Come aggiunge HuffingtonPost, Davigo ha continuato: “Noi della disciplinare siamo stati investiti della richiesta di sospensione da funzioni e stipendio di Palamara, e lo abbiamo sospeso. Se e quando ci faranno altre richieste giudicheremo su quelle”. Ed ha concluso: “Già l’anno scorso, quando il caso è esploso, ci sono state reazioni molto forti e componenti del Csm si sono dimessi. Se questo accadesse in tutte le istituzioni di questo Paese  staremmo probabilmente meglio e non ci sarebbero tensioni”.

 

Fonte: Repubblica, HuffingtonPost, La7 Twitter

Pubblicato da
Mario Cassese

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