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Politica

60 mila italiani che controllano gli altri, il Ministro non cambia idea: “Noi andiamo avanti”

Il polverone alzatosi in queste ore sull’istituzione degli assistenti civici ha costretto il Premier Giuseppe Conte a indire un vertice d’emergenza. Grillini contrari alla proposta, mentre Italia Viva prepara un’interrogazione urgente. E ora anche i Sindaci si staccano. 

Una riunione di emergenza, convocata in fretta e in furia, perchè la scena del Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, che sbandiera una pettorina blu con su scritto “assistente civico” in diretta sul Tg1, non è andata giù a molti nel Governo. In primis al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ha dovuto spiegare perchè – dopo settimane incessanti di lamentele delle Autorità locali per mancanza di personale – oggi il Governo voglia spendere 5 milioni di euro (di tale somma si parla per l’istituzione degli assistenti civici) per mandare in strada persone il cui ruolo è ancora da capire. E poi al Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo – che in tale veste si occupa anche del Terzo Settore – che nelle settimane più drammatiche della pandemia da Covid ha dovuto affidarsi alle associazioni di volontariato, mentre non un solo euro veniva speso per rafforzare le strutture per il sostegno della rete di solidarietà nel Paese. Un provvedimento che pare sbagliato nei tempi e nei modi.

Il Movimento Cinque Stelle non ha gradito inoltre che l’idea sia nata dal duo Dem Boccia e Antonio Decaro, Presidente dell’Anci e Sindaco di Bari. Il reggente e Viceministro all’Interno Vito Crimi ha parlato chiaramente di: “Fuga in avanti”, come a dire: nessuno ci ha detto nulla. Mentre il Ministro Boccia rivela che il provvedimento, oltre ad essere stato discusso a fine aprile, sia stato anche avallato dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Come spiega la Repubblica, dalla riunione della Maggioranza è arrivato il via libera, dopo ore di discussione, e soltanto dopo l’intervento diretto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ma sono stati chiariti alcuni aspetti e si è intervenuti soprattutto sull’ambiguità della figura dell’assistente civico che – inserito nel pacchetto di lotta alla movida – sembrava a tutti gli effetti dovesse andare a sostenere le azioni delle polizia municipale nelle piazze e nelle città. I 60.000 volontari non avranno potere giudiziario – non saranno delle ronde nè dei vigilantes – ma saranno inglobati nel mondo della Protezione Civile. Ha spiegato il Premier: “Proseguiremo nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa, che mira a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale”. Ma c’è altro: non tutti i Sindaci sono favorevoli all’iniziativa. Molti temono che il Governo da una parte scarichi sulle ordinanze dei primi cittadini l’onere di risolvere il caos creato dalle confuse disposizioni del Comitato Tecnico-Scientifico. Dall’altro lato si teme che si voglia rispondere alle richieste di altre unità di Polizia Municipale con i nuovi assistenti civici.

Mentre vige lo scetticismo degli alleati di Governo, l’opposizione passa all’attacco, con il leader della Lega Matteo Salvini che rifiuta la logica degli ispettori per gli italiani, mentre il Presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni parla di “guardiani della rivoluzione islamica”. Intervistato dal Il Corriere della Sera, il Ministro Boccia si difende dagli attacchi. “Mi dispiace che questa iniziativa sia stata strumentalizzata. Nessuno ha mai parlato di attività di pubblica sicurezza. Non sono guardie civiche, ma persone che devono portare cibo e medicine ai più deboli e dare una mano ai sindaci nei parchi, davanti alle chiese o in altri luoghi dove possono crearsi assembramenti”. Nessuna marcia indietro dunque, ma di certo una correzione del tiro è stata fatta.  Il Ministro per le politiche Agricole, la renziana Teresa Bellanova, nelle scorse ore aveva  parlato di “milizie di persone impreparate” – Boccia controbatte: “A Renzi risponderemo con chiarezza e col sorriso”. 

 

Fonte: Il Corriere della Sera, Repubblica

Pubblicato da
Mario Cassese

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