Tra le misure di contenimento Coronavirus previste per le spiagge, spunta anche il divieto, per i bagnini, di effettuare la respirazione bocca a bocca.
Che l’estate 2020 sarà molto diversa da quelle degli anni precedenti lo abbiamo capito tutti e già da un pezzo. La buona notizia è che – garantisce il premier Giuseppe Conte – non sarà un’estate in quarantena sul balcone e potremo andare in montagna o al mare. La cattiva notizia è che, in caso di necessità, il bagnino non potrà farci la respirazione bocca a bocca. Infatti – riporta Adnkronos – tra le indicazioni contenute nel documento tecnico pubblicato sul sito dell’Inail e realizzato in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, figura anche il divieto, per i guardia spiagge, di effettuare la respirazione bocca a bocca. Nello specifico le linee guida raccomandano valutare il respiro della persona soccorsa in mare soltanto guardando il torace ma senza che il bagnino avvicini il proprio volto a quello della vittima. Si suggerisce di praticare le sole compressioni manuali ma senza ventilazione.
La notizia ha destato non poche perplessità e paure, soprattutto tra gli anziani e le famiglie con bambini piccoli. Sapere che, in caso di necessità, il bagnino non potrà attuare tutte le misure di salvataggio potrebbe essere un disincentivo per molti a trascorrere le vacanze in spiaggia. Una circostanza che creerebbe un ulteriore danno economico ai gestori degli stabilimenti balneari e al settore turismo in generale. Marco Scarpetta, vice presidente dell’ Associazione Balneare Aziende Turistiche di Civitanova, su Centropagina ha assicurato che il divieto di respirazione bocca a bocca non comprometterà l’efficacia delle misure di salvataggio. Infatti ha spiegato che esistono diversi altri metodi altrettanto eficaci come, ad esempio, il pallone di AMBU, che simula la respirazione.
Ben diversa l’opinione di due esperti come il virologo Guido Silvestri e l’infettivologo Matteo Bassetti. Silvestri – in un articolo pubblicato su MedicalFacts – ha definito assurda questa misura che, di fatto, giustificherebbe il lasciar morire una persona. “Chi ha scritto questa regola sosterrebbe che si dovrebbe lasciar morire una persona per evitare che il soccorritore corra il rischio più o meno remoto di infettarsi con un virus che ha il 2-3% di mortalità. Assurdo!Qualcuno ha perso il senso delle proporzioni“. Anche Bassetti, infettivologo presso l’ospedale San Martino di genova – nel corso della trasmissione L’Aria che Tira su La7 – ha commentato: “Vietare la respirazione bocca a bocca è ridicolo. Tutto il mondo ci ride dietro. Siamo seri!”
Fonte: Adnkronos, Centropagina, La7, MedicalFacts
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