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Cronaca

Mascherine obbligatorie, ma otto su dieci non sono efficaci

Mentre il gruppo Crai ha annunciato di ritirare dalla vendita le mascherine chirurgiche a causa di un prezzo di vendita troppo basso, i risultati degli esami sui prodotti in commercio non sembrano essere entusiasmanti. 

Il Gruppo Crai – al quale fanno capo le insegne Crai, Pellicano, Caddy’s, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa, Saponi e Profumi, Shuki e Smoll – ha annunciato di aver ritirato dalla vendita nei negozi del Gruppo le mascherine chirurgiche, a causa del prezzo massimo fissato a 50 centesimi. “Siamo nell’impossibilità di vendere le mascherine ad un prezzo inferiore al loro costo di acquisto“, ha riferito il gruppo, riporta Ansa, chiedendo al Governo di risolvere al più presto le situazione in modo da consentire di riprenderne la vendita.

Tuttavia, il dubbio sull’efficacia delle mascherine è stato alimentato dagli esperti del Politecnico di Torino che, dallo scoppio dell’epidemia, ha attivato un laboratorio che esegue analisi su mascherine chirurgiche; dispositivi filtranti, cioè le ffp2 e le ffp3; e quelle adoperate da tutti nella vita di tutti i giorni. A causa del boom di richieste, molte aziende del territorio si sono organizzate per convertire la loro produzione proprio in mascherine; ma, prima di metterle sul mercato, hanno chiesto di eseguire dei test per valutarne l’efficacia. Le aziende hanno anche partecipato a bandi pubblici per fornirle ai cittadini attraverso il servizio sanitario. La gara indetta da Scr ( la Società di committenza regionale del Piemonte) è giunta ad un accordo da 5 milioni di euro di mascherine, fino a settembre 2020.

Ma, riporta Repubblica, otto su dieci – tra i prodotti esaminati nei laboratori torinesi di corso Duca degli Abruzzi – non sono risultati idonei a proseguire con i test successivi, indispensabili per ottenere il via libera sul mercato. “Abbiamo avviato un dialogo con l’Uni, l’ente di normazione italiano, per elaborare un metodo di prova riconosciuto, utile a concedere un marchio di qualità ai prodotti che raggiungono buoni livelli di efficienza“, ha spiegato Paolo Tronville, docente di ingegneria industriale della task force di 18 docenti e ricercatori esperti del Politecnico. Anche in Piemonte, tra l’altro, arriveranno a maggio, attraverso il servizio sanitario, mascherine selezionate attraverso una procedura d’evidenza pubblica che però non richiedeva caratteristiche tecniche filtranti.

Il rischio, infatti, è che possiamo dotarci di mascherine non efficienti. E se fino a qualche settimana fa erano oggetto di ricerche spasmodiche, oggi la ricerca dei dispositivi di protezione personale impazza sui siti internet, nell’e-commerce, o nelle farmacie, in seguito ad un aumento della domanda e all’obbligatorietà nella fase 2. Anche secondo il Comitato tecnico scientifico, riporta Adnkronos, ci sono delle “incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso di mascherine per la popolazione generale dovute a una limitata evidenza scientifica, sebbene le stesse siano ampiamente consigliate“. Per prevenire il rischio di una diffusione del contagio dopo le prime aperture, sarà comunque indispensabile ricorrere a misure igieniche, dispositivi di protezione, distanziamento sociale.

Intanto, nel corso della conferenza stampa, il commissario Domenico Arcuri – riporta Adnkronos – ha affermato che da oggi, 4 maggio, i cittadini troveranno mascherine chirurgiche al prezzo massimo di 50 centesimi più Iva in 50mila punti vendita, mentre dalla metà del mese di maggio i punti vendita diventeranno 100mila. Nell’ultima settimana sono state distribuite 26,7 milioni di mascherine alle regioni, 165,5 milioni dall’inizio dell’emergenza. Intanto prosegue la trattativa con l’associazione nazionale dei tabaccai per sottoscrivere nei prossimi giorni un accordo per vendere mascherine al prezzo massimo fissato dall’ordinanza. Stabilito invece accordo con farmacie,  parafarmacie, Confcommercio, Federdistribuzione: in tutti questi luoghi una mascherina chirurgica costerà 0,50 centesimi più l’Iva finché l’Iva ci sarà.

 

Fonte: Ansa, Adnkronos, Repubblica

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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