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Cronaca

Genova, tutti intorno al premier Conte, a Torino donna anziana multata. Voleva andare in chiesa

Assembramenti di fotografi e giornalisti a Genova e in Lombardia per la visita del Premier Giuseppe Conte. Mentre a Torino una donna è stata multata perché si stava recando in Chiesa.

Durante la diretta di domenica 26 aprile, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte su un punto è stato chiaro: a partire dal 4 maggio potremo ricominciare a uscire per vederci con familiari e “affetti stabili”, si potrà tornare a fare la corsetta mattutina o pomeridiana nel parco ma saranno da evitare gli assembramenti. Regola che deve valere per tutti, nessuno escluso. Purtroppo, però, i fatti non sempre sono coerenti con le parole. Infatti – riferisce Adnkronos – questa mattina la visita del Premier a Genova per il varo dell’ultimo impalcato del ponte sul Polcevera, è stato motivo di un gran assembramento di fotografi e giornalisti.

Un episodio che ha suscitato polemiche anche in diretta, visto che Myrta Melino, collegata con Genova per la trasmissione l’Aria che Tira, ha  chiesto al suo inviato ad allontanarsi dalla folla. “Andrea non me ne frega niente, non mi interessa sentire Conte, preferisco che tu stia lontano da quell’assembramento. La trovo una cosa semplicemente ridicola”, ha detto la giornalista. E anche il giorno prima, il 27 aprile, in Lombardia altro assembramento  cagionato dalla visita del primo ministro Conte.

E, d’altro canto,  c’è chi viene multato anche se si reca in Chiesa a pregare. E’ quanto accaduto a Collegno, in provincia di Torino. Qui una donna – riferisce la Repubblica – domenica 26 aprile è stata sanzionata con una multa da 400 euro. La donna, fermata dai vigili, sull’autocertificazione ha dichiarato che si stava recando, insieme alle due figlie, nella Chiesa più vicina a casa sua che, però, si trova nel Comune di Grugliasco. Ma i vigili si sono appellati al fatto che la preghiera non rientra nelle “necessità urgenti” ammesse dal decreto governativo. Infatti, secondo il Dcpm la preghiera individuale è sì consentita ma – ha precisato il dipartimento di pubblica sicurezza – è necessario che l’accesso alla Chiesa non sia fine a se stesso ma avvenga solo in occasione di comprovate esigenze legate al lavoro o alla spesa o a visite mediche. Ed è altresì necessario che la Chiesa si trovi lungo il percorso per recarsi al lavoro o al supermercato o in farmacia o dal medico.

Fonte:Adnkronos, Repubblica, La7, Fatto Quotidiano, Corriere della Sera

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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