Per alcuni studiosi il virus sta perdendo forza e al sole dura pochissimo

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Il virologo della task force d’emergenza veneta ha parlato degli studi effettuati sul Coronavirus e sui dati recenti sull’epidemia nel nostro Paese. Per il Professor Bassetti, invece, il virus sta perdendo la sua forza.

Coronavirus, il virologo Palù tranquillizza: "Virus non vive molto fuori dagli organismi nè nell'acqua" - Leggilo.org

Giorgio Palù, Professore di Microbiologia e Virologia presso l’Università di Padova, e presso i Dipartimenti di Neurosciences and Science and Technology della Temple University della città di Philadelphia, negli Stati Uniti, in un’intervista rilasciata al programma di Rai Tre, Agorà“, ha parlato della situazione e dei dati di questi giorni riguardo all’emergenza sanitaria. Palù è stato fortemente voluto dal Governatore Veneto, Luca Zaia, nella task force creata dalla Regione. Il virologo ha parlato degli studi approfonditi che si stanno svolgendo sul Coronavirus, che hanno rivelato come il virus riesca a sopravvivere poco fuori da un organismo. Come riporta Adnkronos, il Professore ha spiegato: “Il virus ha una emivita di poche ore e quanto più è esposto ad ambiente esterno tanto più questo virus, con un involucro che tende a rompersi e dura pochissimo”. E ancora: “Se poi c’è la radiazione ultravioletta del sole e l’essiccamento dura ancora di meno”. Mentre, commentando i fatti recenti di Parigi, dove sono state trovate tracce di virus nell’acqua non potabile che scorre nei canali della capitale francese, Palù ha precisato: che si tratta di un virus respiratorio che resiste molto poco nell’acqua.

Come aggiunge Il Giornale, il Professore ha spiegato che attualmente i contagi vengono registrati maggiormente nelle Rsa e nei nuclei familiari. In particolare le case di riposo sono un ambiente dove il virus può proliferare per la presenza di soggetti molto fragili e per la mancanze, in queste strutture, di barriere e protezioni di livello ospedaliero. Continua Palù: “Questa è un’infezione che si diffonde in ambiente ospedaliero. Cominciamo a capire che è meglio curare i pazienti a casa. Il Veneto si sta attrezzando per trattamenti domiciliari fatti da medici di base. Meno ricoveriamo, meglio è”. Per il noto virologo i dati forniti in quest’ultima settimana ci dicono che la situazione è in netto miglioramento. Anche se è vero che aumentano i contagi assoluti, il dato da porre sotto la lente di ingrandimento è il tasso incrementale, che sta scemando sempre di più. In alcune Regioni, ad esempio, si è vicino al famoso R0 meno di 1, ovvero il livello di contagiosità sotto l’1 (nessun nuovo contagio per un nuovo positivo).

Ma per la fase due occorre prudenza, ad ogni modo. Continua Palù: “Un metro resta la distanza minima raccomandata ma in presenza di colpi di tosse e ventilazione forzata è utile adottare un distanziamento maggiore”. La situazione eterogenea sul territorio italiano fa sì che molto dipenderà dalle scelte delle Regioni, anche se il Professore avverte che sarebbe utile adottare criteri unici in tutto il Paese. Misure che continueranno fino a quando non sarà pronto un vaccino su scala mondiale e attualmente, secondo la rivista specializzata “Nature” sono oltre 115 i vaccini candidati, 78 ddei quali hanno fornito informazioni sui progressi avuti. Conclude il Professore: “La ricerca sta viaggiando ad una velocità mai sperimentata in passato. Sono diversi i vaccini in fase più avanzata, oltre al progetto Ibrm-Oxford University che si basa sulla piattaforma anti-ebola”.

Per il Professore Matteo Bassetti, Direttore di Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova e componente della task force della Regione Liguria, la potenza virale del Covid-19 sta scemando. Come spiega HuffingtonPost, per il noto virologo tale diminuzione non viene percepita a causa dell’ancora altissimo numero di decessi, che però hanno un motivo ben preciso: “Il dato ancora alto dei decessi è legato all’età media molto alta dei pazienti e al metodo che abbiamo usato nel loro conteggio. Prima o poi dovremmo affrontare anche questo nodo. All’estero non sono calcolati come da noi”. E aggiunge: “La mia sensazione, lavorando anche in ospedale e osservando i numeri di oggi, è che questo virus ha perso forza”. Ciò lo si rivelerebbe dalla situazione clinica dei pazienti più gravi: a marzo il quadro clinico era più impressionante, mentre adesso sembra che il virus sia meno incisivo. Il numero sul quale, ad ogni modo, bisogna aggrapparsi è quello dei nuovi contagiati, ormai di pari livello da diversi giorni con quelli dei guariti. Pazienti guariti che sono in continuo aumento, fortunatamente, che permetteranno anche alle strutture ospedaliere di subire meno pressioni in futuro.

 

 

Fonte: Adnkronos, Il Giornale, HuffingtonPost

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