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“Il Premier? Quando la gente si scoprirà povera lo caccerà via con i forconi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:53
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Il Senatore, in una lunga intervista, si è mostrato pessimista, sul futuro del Governo Conte, ed ha auspicato una maggiore coesione nazionale in vista della grave crisi economica che ci attende. 

Casini, cacceranno via Conte - Leggilo.org

 

Pier Ferdinando Casini, ex Presidente della Camera e Senatore del Gruppo delle Autonomie, in un’intervista rilasciata a Il Giorno, ha parlato dell’Esecutivo guidato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei duri mesi che attendono il Paese a causa della crisi economica che succederà la crisi sanitaria da Covid-19 che sta attanagliando il Paese. Spiega Casini: “Nei prossimi mesi lo scenario rischia di peggiorare, e temo che questo governo non ce la faccia. Tutti saranno chiamati all’assunzione di responsabilità, a partire dall’opposizione”. Il Senatore bolognese sembra voler auspicare un Governo di unità nazionale, atto a superare l’emergenza. Continua Casini: “Se non superiamo le divisioni, avremo evitato di andare a fondo per il virus, ma sicuramente ci andremo per l’economia”. E ancora: “Temo che fra qualche mese molte aziende saranno costrette a chiudere: il tasso di disoccupazione potrà aumentare e il clima sociale non sarà senz’altro quello odierno”.

Ma l’ex Presidente di Montecitorio accusa il Premier Conte di aver avvelenato il clima politico in un momento molto delicato per il Paese. Secondo Casini, Conte spalleggiato dal Movimento 5 Stelle, sta aumentando gli attacchi all’opposizione. In particolar modo, Casini, aveva già condannato, come riporta Il Messaggero, l’attacco arrivato durante la conferenza stampa in cui si annunciavano le proroghe delle misure di contenimento, ai danni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, considerandolo sbagliato, nei modi e nei tempi. Ma sul Mes, Conte deve evitare di seguire i grillini e soprattutto di paventare minacce: “Se l’Italia sta a galla lo deve agli acquisti di titoli di Stato che sta facendo in modo massiccio la Bce. L’Europa ha messo in campo provvedimenti certamente parziali ma importanti. Partiamo da qui per trattare e ottenere di più, evitando minacce. Se sei la Merkel puoi minacciare, ma se sei Conte no”.

La preoccupazione maggiore per Casini riguarda la tenuta economica del Paese. Ecco perchè, vista la crisi che ci attende all’orizzonte, è sbagliato rifiutare a priori le offerte sui tavoli di Bruxelles. Continua Casini: “Gli scienziati devono fare il quadro epidemiologico, ma poi tocca alla politica decidere. Se bloccassimo tutto per sei mesi l’aspetto sanitario migliorerebbe, però il Paese muore”. Ma se il Governo Conte bis non è in grado di portare il Paese fuori da quella che si prospetta come la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi, occorrerà affidarsi ad un Governo tecnico, guidato magari dall’ex Presidente della BCE Mario Draghi: “Non compete a me fare nomi. Ma è chiaro che se lo scenario peggiora servono persone che hanno credibilità e capacità. È finito il tempo del dilettantismo”.

In un’intervista concessa al Giornale l’ex democristiano è ancora più perentorio: “Il governo Conte – dice senza esitazioni – è morto. È già morto, anche se la crisi si consumerà tra uno, due mesi. E sarà determinata da un clima da rivolta sociale per cui Conte sarà costretto ad andarsene. Un po’ come avvenne nel 2011 con Berlusconi. Solo che il Cav è una persona seria, che ha senso dello Stato, e dieci anni fa prese da solo la decisione di farsi da parte. Invece Conte, che non ha l’istinto del politico o dell’imprenditore, sarà mandato via con i forconi. Casini prosegue, senza esitazioni: “In Conte c’è un’incapacità di fondo. Dalla sua ha la fortuna che neppure Salvini e la Meloni brillano. Anche se quest’ultima è più accorta. Ma nell’ipotesi di una rivolta sociale, anche loro rischiano di essere travolti“. Il senatore aggiunge: “Conte arriverà al capolinea tra luglio e settembre  quando la gente, dopo avere trascorso due mesi reclusa in casa, non avrà i soldi per andare in vacanza. Presto ci saranno tanti poveri. E quando ci sono tanti poveri, anche i ricchi non vivono bene. È tutto il Paese a stare male“. E sul dopo Conte, l’ex presidente della Camera ripete senza esitazioni: ”
Un governo di unità nazionale con Draghi”.

 

 

Fonte: Il Giorno, Il Messaggero, Il Giornale

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