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Coronavirus, a pagare sono medici e infermieri: 6.549 contagiati e 24 deceduti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:01
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Il virologo Andrea Crisanti mette in guardia sulla ripresa e sulla fase due. La ripresa alla normalità sarà lenta e graduale, per evitare il rischio di contagi di ritorno. 

Coronavirus il sacrificio degli infermieri

 

Sono 880 i positivi in più nelle ultime 24 ore, per un totale di 94067 casi. I decessi sono stati invece 604. I guariti sono aumentati di 1555 unità, per un totale di 24392 casi. I dati, riferiti da Angelo Borrelli in conferenza stampa delle 18.00, confermano l’andamento in calo della diffusione dell’epidemia. Nonostante i numeri del contagio sembrano essersi stabilizzati, sulla ripresa c’è da andarci cauti. Lo sostengono diversi virologi, tra questi anche Andrea Crisanti che ad Adnkronos parla di una ripresa lunga e costellata di focolai. “Sarebbe un errore partire con qualcosa di improvvisato” e la riapertura di attività non essenziali e un allentamento del lockdown potrebbe provocare un effetto rimbalzo dell’epidemia, così come sta avvenendo in questi giorni ad Hong Kong. Proprio qui, informa Tgcom24, 32 nuovi casi di infezione hanno riaperto l’incubo e la città è ritornata in quarantena dopo due mesi di chiusura serrata, quando l’emergenza sembrava ormai definitivamente alle spalle.

L’epidemiologo e virologo Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di virologia e microbiologia dell’università di Padova, parla di tre condizioni da mettere in pratica nella “fase 2“. La premessa è che la rimozione delle misure dovrà essere graduale e dovrà portare ad una riflessione sulle situazioni locali, sulle differenze, cioè, che esistono nelle Regioni e al loro interno. In primo luogo, spiega Crisanti, non si potrà prescindere dalla distribuzione su larga scala di dispositivi di sicurezza, dalle mascherine ai guanti. Il secondo aspetto indispensabile è il rafforzamento dei servizi sul territorio, dalle diagnosi al monitoraggio dei luoghi di lavoro. Ultimo aspetto, bisognerà rinunciare in parte alla propria privacy per garantire il tracciamento elettronico dei contatti nel caso di soggetti infetti.

Solo con la combinazione di queste condizioni si potrà arrivare a ipotizzare il ritorno a una pseudo normalità”, prosegue il virologo. Il modello a cui guardare è quello della Corea del Sud ma anche quello di Vo’ Euganeo, dove tutti sono stati sottoposti a tamponi, dove sono stati tracciando tutti i contatti, e dove sono stati ripetuti i tamponi dopo 8-9 giorni. Cautela andrà seguita nella gestione del rientro dei guariti da Covid-19, ammonisce il virologo: “Senza un monitoraggio serio non potrà avvenire. In alcuni casi la positività continuava ad essere presente anche dopo 14 giorni dalla guarigione”. Quanto ai test rapidi e ai test sierologici, Crisanti si dice positivo se questi si riveleranno adeguati e affidabili. La cosa peggiore sarebbe comunque una ripresa portata avanti in maniera improvvisata. Invece, bisogna andarci cauti. “E inoltre dire tutta la verità agli italiani: la ripresa non arriverà tutta insieme e non sarà veloce”, conclude.

26 infermieri deceduti

Intanto, l’allarme prosegue ancora tra i camici bianchi. Come informa Repubblica, da inizio epidemia sono 26 gli infermieri deceduti per Covid-19 e 6.549 i contagiati. I dati sono stati resi noti dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi), che sottolinea come nel giro di 48 ore il numero di positivi tra gli infermieri sia pari a un terzo dei contagiati totali nello stesso periodo di tempo. Tra l’altro, la categoria conta il 52% di tutti gli operatori contagiati.

Nel giro di pochi giorni, anche sei farmacisti sono deceduti per causa della Covid-19: si aggiungono alla lista Patrizio Forti Paolini, Francesco De Donno e Antonio Perani. Sale anche il numero dei medici morti per il Coronavirus: altri sette decessi sono stati registrati da ieri, il totale sale così a 94. A renderlo noto la federazione degli ordini dei medici (Fnomceo). Tra i nuovi decessi, una cardiologa in pensione, un medico del lavoro e un odontoiatra. In totale, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornati a ieri sera, sono 12.681 gli operatori sanitari contagiati in Italia.

Fonte: Adnkronos, Tgcom24, Repubblica

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