Bergamo, 1800 polmoniti i tra i trentenni. L’assessore Gallera: “Dobbiamo resistere altri 15 giorni”

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A Bergamo, città tra le più colpite dall’emergenza esplosa con l’epidemia di Covid, non c’è sola l’emergenza negli ospedali o quella legata ai decessi dei cittadini. Ora, l’allarme riguarda anche i giovani e arriva direttamente dalla la Federazione medici di famiglia Lombardia.

In Lombardia c’è un rallentamento sulla quota incrementale: i contagi aumentano, ma sempre meno; un segnale positivo rispetto ad un trend che, si spera, possa arrivare a un punto di non aumento, quindi ad un calo. Ma l’ultimo allarme lanciato dalla Federazione medici di famiglia, la Fimmg, Lombardia fa luce su un problema ancor più grave. Infatti, sarebbero almeno 1.800 a Bergamo i pazienti trentenni con polmonite da Covid-19. Ad informarlo Tgcom24 che riporta le parole di Paola Pedrini, segretaria Fimmg Lombardia. “La polmonite da Coronavirus evidentemente non colpisce solo in età più avanzata. Qui a Bergamo siamo 600 medici di famiglia e ognuno di noi ha in osservazione almeno 3 trentenni malati di polmonite da Covid”, ha riferito.

Tra l’altro, proprio il personale sanitario sembra pagare il prezzo più alto dell’epidemia. In particolare, oltre ai decessi tra camici bianchi, i contagi dilagano proprio tra i medici di base nella provincia che hanno pagato un prezzo altissimo per stare vicino ai pazienti, nella maggior parte dei casi senza protezione. Positivo, invece, si è detto l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera visitando nella mattinata di martedì 24 marzo l’ospedale da campo installato davanti all’ospedale di Crema. “Dobbiamo resistere altri 15 giorni per vincere la battaglia”, ha riferito, riporta Eco Di Bergamo. “Forse i nostri sforzi stanno dando un risultato positivo. Ma proprio per questo dobbiamo stare a casa”, ha proseguito.

Invece per quanto riguarda il numero dei contagiati, che secondo il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, sarebbero dieci volte superiori a quelli accertati, Gallera ha sottolineato di non avere elementi per dire se sia una stima corretta o meno. Ha però avvisato che è stato disposto che i medici di medicina di base debbano monitorale anche chi ha un semplice raffreddore. La Regione Lombardia ha inoltre approvato una delibera che prevede la presa in carico e il monitoraggio sul territorio da parte dei medici di famiglia, sia dei pazienti Covid che sono stati dimessi ma non sono ancora guariti; sia di coloro che iniziano ad avere i primi sintomi. “Stiamo coinvolgendo i medici di famiglia per una sorveglianza molto più stringente, è questo il modo corretto di seguire la malattia”, ha detto Gallera, spiegando che per le persone sotto monitoraggio ci sarà una distribuzione ampia di kit con telefonino, saturimetro e termometro. Fare tamponi in maniera massiva, come più volte richiesto, sembra essere un’ipotesi improbabile. “Stiamo valutando di ampliare la nostra potenzialità, siamo la regione che ha più centri, ma se facciamo 100-200 mila tamponi al giorno quanto tempo ci vorrebbe?”, conclude Gallera.

Fonte: SkyTg24, L’Eco di Bergamo

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