La ragazza ha raccontato della tragica situazione nel bergamasco, dove ormai i decessi sono quasi 50 al giorno.
Continua a crescere il numero dei contagi nel nostro Paese. La Regione più colpita resta la Lombardia, in particolare le città metropolitane di Bergamo e Brescia, dove il focolaio si è spostato dalla provincia lodigiana. Sono drammatici i numeri che arrivano dalla città orobica. Giorni fa, l’Ospedale Giovanni XXIII, il più grande della città di Bergamo, ha dichiarato che tutti gli 80 posti di terapia intensiva e sub-intensiva, sono ormai saturi. La città sta vivendo una vera e propria tragedia. Anche i piccoli Comuni nelle valli tra Bergamo e Lodi stanno vivendo settimane durissime. A raccontare questa realtà è stata Roberta Zaninoni, che di recente ha perso suo padre a causa dell’epidemia di Covid-19. Come racconta HuffingtonPost, Zaninoni ha raccontato del padre, originario di Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, epicentro insieme al Comune di Nembro dell’epidemia. Racconta Roberta: “Non era giusto che moriva così, perchè sono morti come dei porci, come dei cani. La gente dice ancora: ‘Ma erano vecchi’ oppure ‘Erano malati’. Era mio padre e non era nessuna delle due cose”. E continua: “Noi non lo abbiamo visto. Il 13 marzo, a mezzanotte, uno delle pompe funebri ha detto a mio fratello: ‘Sarà cremato tra due o tre settimane, solo oggi ho chiuso 63 bare’. Una tragedia, è una guerra”.
La ragazza da un immagine della realtà drammatica: “Si sentono solo ambulanze e campane di lutto, questa è la situazione della Val Seriana. Perchè qui non hanno fatto la zona rossa come a Codogno?”. Molti si stanno interrogando sull’alto tasso di mortalità che ha colpito l’area. Alla base, certamente dell’alto numero dei contagiati, ci sono vari errori di valutazione e decisionali effettuati dal Governo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e dalla Regione guidata da Attilio Fontana. Le misure di contenimento adottate a Codogno e nella zona lodigiana, a quasi un mese dal primo caso, stanno sortendo gli effetti sperati. Risulta incomprensibili a molti come tali provvedimenti non siano stati adottati nella provincia più prossima al focolaio, quella appunto di Bergamo. Conclude Roberta: “Hanno sbagliato, chiudete tutto a Bergamo. I soldi non sono tutto e non valgono più della vita”. E lancia un appello accorato: “Non sottovalutate il Covid-19 e non è vero che colpisce gli anziani o le persone malate. Ci sono anche giovani sotto i 30 anni che soffrono in ospedale”.
Fonte: HuffingtonPost, Repubblica
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