La città lombarda è sul collasso: aumentano esponenzialmente i contagi e scarseggiano i posti di terapia intensiva. Il tutto nella settimana del picco delle positività previsto dagli esperti.
Aumentano i contagi nel nostro Paese e la Lombardia si prepara a questa settimana al picco di contagi. La Regione che più di tutte sta affrontando il dramma dell’epidemia di Covid-19 ha fatto segnare oggi, 18 marzo altri numeri da brivido. Nella regione sale a 1.959 il numero dei decessi, dunque 319 più di
Numeri allarmanti di un Sistema Sanitario che riesce per il momento a resistere, ma che viene messo ogni nuovo giorno alle strette. La situazione più grave in Regione si registra a Bergamo, dove l’ospedale cittadino, il Giovanni XXIII è sul punto di collasso. La città vive ore drammatiche, come ha spiegato il Sindaco Giorgio Gori, con le camere mortuarie sature e l’aumento vertiginoso delle richieste di posti in terapie intensive. Ha parlato proprio di questo, nella scorsa puntata di “Piazzapulita”, su La7, il Dottor Ivano Riva.
Riva è un rianimatore dell’ospedale bergamasco che ha raccontato questi giorni caldissimi sul fronte dell’emergenza: “Nell’arco di ogni due ore noi andiamo incontro all’arrivo di tantissimi pazienti e facciamo diverse incubazioni tracheali, anche 10 intubazioni al giorno. Sono pazienti nuovi, oppure i positivi già ricoverati in ospedale peggiorano e hanno bisogno della terapia intensiva”. Anche se in una percentuale minore, crescono i pazienti più giovani affetti da Covid-19 che necessitano di un trattamento di terapia intensiva. Continua Riva:“L’età media dei pazienti che giungono in terapia intensiva si sta drammaticamente abbassando, abbiamo pazienti, senza patologie gravi precedenti, anche di 30 40 50 anni. Il Coronavirus attacca tutte le fasce di età”. Ma quanto potrà reggere ancora l’unico presidio nella più grande città italiana colpita dall’epidemia, soprattutto in vista della grande ondata di picchi di contagi previsti per questa settimana. Conclude Riva: “Siamo l’epicentro lombardo da Coronavirus, la situazione è drammatica, Dal 24 febbraio con 7 posti letto in terapia intensiva siamo passati a 16, poi 32, 48, 70. 24 sub intensivi medio gravi. Non ho mai visto un numero così elevato in così tanto tempo”. E ancora: “Il sistema sta reggendo, ma con questo ritmo non potremmo più farcela. Un posto letto di terapia intensiva significa macchinari, anestesisti, rianimatori. Le insufficienze respiratorie da Covid-19 sono difficili da curare. Il tempo di degenza è lungo 20-21 giorni”.
Fonte: Giulia Gallera FB, La7
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