Il paziente 1 di Torino è risultato di nuovo positivo al Coronavirus. L’uomo, manager quarantenne, è tornato in isolamento.
Di Coronavirus ci si può riammalare. Questo, almeno, è ciò che conferma il caso del Paziente 1 di Torino. Infatti, conferma Adnkronos, l’ultimo tampone effettuato sul primo contagiato in Piemonte ha dato esito positivo. L’esito negativo, invece, gli avrebbe permesso il completo ritorno alla vita collettiva. L’uomo era rimasto in isolamento e dopo aver seguito le cure era stato dichiarato “guarito”. Tuttavia, l’ultimo test ha evidenziato ancora un basso grado di positività al Covid-19. “Confermiamo che però è guarito”, ha rassicurato il professor Giovanni Di Perri, virologo e responsabile Malattie infettive dell’Amedeo di Savoia. Infatti, secondo Di Pierri, in questi casi è abbastanza normale che ci sia una fase di oscillazione fra negatività e positività. “Succede in tutte le infezioni”, ha sottolineato il medico.
Una tesi confermata anche dai sanitari dell’Amedeo di Savoia, informa Repubblica. “Molte infezioni virali hanno questo comportamento, si tratta di un fenomeno biologico non inconsueto. Di fatto il paziente resta, comunque, guarito“, hanno affermato. L’uomo era ormai prossimo alle dimissioni dell’ospedale ma, di conseguenza, dovrà rimanere ancora isolato per tutelare la sua famiglia e l’intera collettività. Nei prossimi giorni saranno eseguiti ulteriori test e tamponi per avere la totale sicurezza prima che possa uscire finalmente dall’ospedale.
E’ una domanda che si sono posti in tanti, anche Roberto Burioni. Il virologo, su Medical Facts, ha tentato di dare una risposta. A far scattare il dubbio, sono stati alcuni casi di persone che sembrano aver preso il virus due volte. Uno di questi, una donna giapponese, che – dimessa – è tornata in ospedale dopo aver contratto nuovamente il virus. “Questi non sono dati sufficienti per dire che ci si può riammalare. È infatti possibile che la paziente non fosse guarita del tutto già dall’inizio”, ha spiegato Burioni. Infatti, il virologo ha spiegato che esistono dei virus da cui il nostro sistema immunitario non ci protegge, anche se li conosce già. In questi casi, a differenza dei virus come morbillo e varicella, che una volta presi saranno sempre riconosciuti e neutralizzati dal nostro organismo, i virus possono effettivamente infettare di nuovo, in alcuni casi addirittura in maniera più grave. “Ma non sappiamo se questo è il caso del Coronavirus: non abbiamo avuto ancora abbastanza tempo per osservare come si comporta questo virus” – ha affermato . Ci vorrà insomma ancora del tempo, e uno studio lungo, per capire i comportamenti del COVID-19. “Quindi, la risposta a questa domanda è, per il momento, ‘non lo sappiamo’“, ha concluso.
Fonte: Adnkronos, Repubblica, Medical Facts
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