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Coronavirus, gli infermieri: “Non c’è neanche il tempo per piangere”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:51
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Coronavirus la Lombardia ancora nella tempesta, con medici ed infermieri in prima linea. Un video riporta il messaggio degli infermieri stremati dall’emergenza Coronavirus. Invitano i cittadini a restare a casa perché non c’è più tempo e il Sistema Sanitario nazionale rischia di crollare se aumentano i ricoveri in terapia intensiva.

infermieri Coronavirus - Leggilo.org

 

In Lombardia ci sono 14.649 positivi al Coronavirus e 1.420 decessi, 202 in più rispetto a ieri: lo ha detto l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera in una diretta FB. I positivi sono 1.377 in più, “un dato inferiore a quello di ieri, in linea con quello degli altri giorni“, mentre il dato dei ricoverati “è molto alto, sono 1.273 in più di ieri”. In terapia intensiva sono ricoverate 823 persone, 66 in più rispetto a ieri”. Nella città di Milano crescono i positivi: “Sono 813, mentre ieri erano 711. In provincia, invece, si è arrivati a “1.983 casi”.  “Un risultato ancora contenuto, su una popolazione di oltre 3 milioni” è stato il commento di Gallera.

A Bergamo i contagiati sono 3760, ovvero 344 più di ieri, mentre a Brescia sono 2918, con un aumento di 445 in un solo giorno. Solo 42 i nuovi casi nel Lodigiano.

Sono stati definiti “eroi al fronte” i medici e gli infermieri che ogni giorno e ogni notte, lottano senza sosta per salvare le vite delle centinaia di persone che arrivano negli ospedali infettate dal Coronavirus. Purtroppo una parte di questi soggetti richiedono terapie intensive. Ed è proprio qui che il sistema viene messo a dura prova. I posti letto in terapia intensiva in tutta Italia – riportava Fanpage qualche giorno fa – sono circa 5000. Ma noi italiani siamo quasi 60.000.000. In un video straziante riportato da La Stampa, gli infermieri raccontano una situazione inimmaginabile per chi non la vive. Mancanza di posti letto, mancanza di attrezzature, mancanza di personale adeguato. E loro che ogni giorno comabttono per salvare vite ma con la paura di venire infettati o, peggio, di portare il Covid 19 a casa dai loro mariti, figli, genitori. “Non c’è più tempo. Siamo costretti a riutilizzare i dispositivi di protezione individuale. Molti non sono neanche idonei. Non c’è più neanche il tempo per piangere. Siamo soli. Se non fermiamo questa valanga avremo il fallimento dell’intero sistema e di ogni cosa per cui vale la pena vivere”.  E concludono: “Abbiamo bisogno anche di voi cari cittadini: restate a casa. Perché ogni uscita apre la porta al virus. E non c’è più tempo”.

Situazione lamentata anche da medici e primari come il professor Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano. Galli – durante un’intervista all’Aria che Tira su La7 – ha dichiarato che nell’ospedale in cui lui lavora iniziano a mancare i macchinari per l’ossigenazione nei reparti sub intensivi e che l’ospedale è già molto oltre le possibilità. Per questo è fondamentale restare a casa: per evitare di diffondere ulteriormente il Coronavirus, per evitare di poter infettare persone già a rischio e che avrebbero bisogno di un posto letto nei reparti intensivi. Per evitare il collasso di un sistema sanitario che è sempre stato considerato uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese.

Fonte: La Stampa, Fanpage, La7

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