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Cronaca

Coronavirus, i decessi sono 6,6%. Il virologo Massimo Galli: “E’ ancora notte”

Il dottor Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano, sostiene che in Italia la percentuale dei decessi sembra così alta perché in realtà il numero dei contagiati non è quello reale ma è molto sotto stimato.

 

Durante un’intervista a Circo Massimo in onda su Radio Capital riportata dalla Repubblica, il dottor Massimo Galli, infettivologo e primario all’ospedale Sacco di Milano, è intervenuto per rassicurarci sul numero dei decessi da Coronavirus in Italia. Infatti il nostro Paese conta il 6.6% dei morti sul totale delle persone contagiate. Percentuale che ha fatto drizzare i capelli a molti di noi, considerando che la Corea del Sud conta solo lo 0,88%. Secondo Galli, tuttavia, la proporzione non è corretta in quanto – a suo dire – il numero di persone contagiate in Italia sarebbe molto più alto. Semplicemente si stanno facendo pochi tamponi. Sicuramente molti meno rispetto alla Corea del Sud. L’Italia, infatti, ad oggi, ha eseguito circa 50.000 tamponi. La Corea del Sud circa il triplo.

Quanto affermato dal professor Massimo Galli, tuttavia, sembra, almeno in parte, contraddire quanto sostenuto solo pochi giorni fa dalla dottoressa Maria Rita Gismondo, virologa proprio presso l’ospedale Sacco, struttura diretta da Galli. La dottoressa Gismondo, intervistata a Non è l’Arena di Massimo Giletti in onda su La7, ha dichiarato che in Italia il numero dei contagiati sembra così alto perché, a differenza di altri Paesi, è stato eseguito un gran numero di tamponi. In pratica: in altri paesi si sono eseguiti tamponi a persone che avevano sintomi già avanzati, mentre in Italia anche a chi aveva sintomi poco rilevanti. E nel numero di contagiati – a detta di Gismondo – sono stati fatti rientrare, dunque, sia chi stava effettivamente male sia chi, pur essendo positivo ai test, in realtà stava bene. La dottoressa Gismondo, tuttavia, faceva riferimento ad altri Paesi europei come, ad esempio, la Francia. Non ha menzionato la situazione della Corea del Sud presa in esame dal professor Galli.

Un’opinione ancora diversa sulla percentuale elevata dei morti rispetto al numero dei contagiati ci arriva da un’altra virologa, la dottoressa Ilaria Capua. Capua non ne fa una questione di numeri, a differenza di Galli, ma di ceppi batterici. Secondo la scienziata in Italia si sono verificati così tanti morti perché, a causa di un uso eccessivo di antibiotici, abbiamo sviluppato ceppi batterici antibiotico resistenti che, in molti pazienti, potrebbero aver aggravato la situazione del Coronavirus.

Fonte: Repubblica, La7

Pubblicato da
Samanta Airoldi

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