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Matteo Salvini andrà a processo per aver diffamato Carola Rackete

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:42
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Il leader della Lega Matteo Salvini dovrà andare a processo per aver diffamato Carola Rakete, la capitana della Sea Watch 3. Mentre il pm di Agrigento chiede al gip una proroga di 6 mesi per i reati commessi da Rackete.

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Mercoledì 12 febbraio il Senato ha votato a favore dell’autorizzazione a procedere contro il leader della lega, ed ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini per il caso Gregoretti. E nello stesso giorno – riferisce l’Ansa – il pm Gianfranca Serafini ha notificato la chiusura dell’indagine in vista della richiesta di processo nei confronti di Matteo Salvini per aver diffamato Carola Rackete, la capitana della Sea Watch3. La nave Ong tedesca, lo scorso luglio, entrò nel porto di Lampedusa violando i divieti emanati dal Viminale. Inoltre speronò una motovedetta con a bordo cinque agenti. Fu il pm di Agrigento Luigi Patronaggio ad autorizzare lo sbarco trasgredendo le direttive del Ministero dell’Interno. E dalla Sea Watch3 sbarcarono anche 3 trafficanti di esseri umani, prontamente arrestati grazie ad altri migranti che li riconobbero. In seguito allo sbarco la capitana  Carola Rackete sporse denuncia contro l’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini che l’aveva definita “una delinquentella tedesca viziata” e ancora “sbruffoncella”, “complice di trafficanti di esseri umani“. Il capo del Carroccio, inoltre, accusava Rackete di aver messo a repentaglio la vita dei poliziotti a bordo della motovedetta speronata dalla Sea Watch3. La 31enne tedesca, nella sua denuncia, sosteneva che le accuse di Matteo Salvini fossero puro incitamento all’odio. “Salvini ha leso gravemente la mia reputazione e ha messo a rischio la mia incolumità. Ha istigato il suo pubblico a commetere reati nei miei confronti”.

Tuttavia anche sul capo di Carola Rackete pendono delle accuse. Come spiega Il Fatto Quotidiano infatti, la capitana della Sea Watch3 è indagata per tre ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale, commesse fra il 12 e il 29 giugno, danneggiamento e tre ipotesi di resistenza o violenza a nave da guerra. La pm di Agrigento Gloria Andreoli ha chiesto al gip Alessandra Vella   una proroga di 6 mesi per l’inchiesta legata all’arresto di Carola Rackete. Il giudice Vella è il medesimo che firmò l’ordinanza di mancata convalida dell’arresto per Carola Rackete.

Fonte: Ansa, Il Fatto Quotidiano