Durante la puntata di “Piazza Pulita” c’è stato un acceso dibattito tra il deputato forzista e la “Sardina” Lorenzo Donnoli.
Di “Sardine” in televisione, dal mese di novembre, ovvero dalla fondazione del movimento a Bologna, ne abbiano viste tante. Specie il portavoce Mattia Santori, che ha girato gli studi in lungo e in largo per spiegare il nuovo fenomeno che caratterizzato, nel bene e nel male, gli ultimi mesi di vita politica nostrana. Ieri sera, durante la puntata di “Piazza Pulita” condotta da Corrado Formigli sul La7, una delle “Sardine”, ovvero il romagnolo Lorenzo Donnoli, ha avuto un contraddittorio, il critico d’arte, nonchè deputato di Forza Italia Vittorio Sgarbi. Al tavolo la discussione, com’era prevedibile, è stata accesa. E se da una parte ha fornito un quadro più ampio del movimento, dall’altra, allo stesso tempo, ha dimostrato quanto sia variegato l’universo “Sardine”, quante anime vi siano al suo interno. Come riporta Adnkronos, Sgarbi ha più volte incalzato il giovane. In primo luogo accusando il neo movimento di non essere stato altro che la stampella del Partito Democratico, specie nella campagna elettorale in Emilia-Romagna, così come in Calabria. Spiega il critico d’arte: “Le Sardine sono dichiaratamente un movimento per la sinistra. Sono in soccorso di un partito che non c’è più e hanno avuto consenso”. Per il deputato forzista, non è possibile parlare di un partito, o tanto meno di un movimento politico, quando si accenna alle “Sardine”, dal momento che non si riesce ad inquadrare l’identità ideologica o i loro riferimenti. Insomma, è facile inquadrarli a Sinistra, ma il vuoto delle loro proposte non permette certo la costituzione di un movimento talmente forte da divenire un partito che possa incidere nel futuro. Continua Sgarbi: “Mi sono simpatiche ma se vai a leggere il loro unico obiettivo è l’odio per Salvini”. Per il forzista dunque, cosa negata spesso dal portavoce Santori, il movimento è nato solo esclusivamente in contrasto all’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini, con l’obiettivo di ostacolare la sua campagna elettorale in Emilia-Romagna. Così quando Sgarbi chiede a Donnoli: “Quali sono i vostri riferimenti? I miei sono Gramsci, Gobetti, Benedetto Croce”, e il giovane risponde: “Liliana Segre”, il forzista, sapientemente, prende la palla al balzo: “La stessa a cui è stata offerta la cittadinanza onoraria dal Sindaco leghista Fabbri di Ferrara. Ecco, lui è più antifascista di te”.
Fonte: Adnkronos, La7
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