Non un partito, nè una Fondazione. Ma sta di fatto che il Senatore espulso non molla la presa ed è deciso a rientrare nel M5S dalla porta principale.
L’obiettivo è chiaro: ricordare alla base, ormai disillusa, quali erano gli scopi e le grandi battaglie del primissimo Movimento 5 Stelle. Quello, per intenderci, ante Luigi Di Maio capo indiscusso. E a proporlo sono loro: il Senatore Gianluigi Paragone, espulso dal Movimento su decisione dei probiviri, e l’ex deputato Alessandro Di Battista che oramai, vista la difficoltà del Ministro degli Esteri, potrebbe prendersi la leadership grillina. Si parla, in maniera molto generale, di un progetto culturale. Ed è chiaro il perchè: fondare un partito, o un’associazione così come una fondazione, potrebbe dare a Di Maio e i suoi il giusto spunto per attaccare Paragone e magari usare il pugno duro anche con Di Battista. I due, che al momento non godono di tantissimi appoggi tra le fila dei parlamentari, vogliono che ad andarsene sia il capo politico e che il Movimento torni alle sue origini, all’anti-sistema. Prima cioè di ben due Governi in due anni, prima con la Destra e poi con la Sinistra. Come racconta Repubblica, che riporta le parole pronunciate da Paragone nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata “Mezz’ora in più” su Rai Tre, questo progetto potrebbe essere anticipato da uno spettacolo teatrale, come a voler riportare alla mente quelli del fondatore Beppe Grillo, che spiegherà il perchè della crisi del M5S degli ultimi anni: “Io e Alessandro di Battista vogliamo richiamare le origini del Movimento, con un gruppo di lavoro o uno spettacolo teatrale. Siamo in contatto da tempo e abbiamo le idee chiare. Dobbiamo essere ancora antisistema“. Come aggiunge Il Fatto Quotidiano, non è mancata una stoccata al Ministro Di Maio: “Farà di tutto per tenersi appiccicato a questo potere. È nella natura stessa di Di Maio: un trentenne che dice e pensa di aver raggiunto per merito proprio quella posizione e non la vuole lasciare. Tutti sanno che i compagni di scuola e di paese di Di Maio sono stati piazzati nei ministeri, il Movimento non può fare questa cosa”. Insomma la scalata al Movimento è appena cominciata.
Fonte: Repubblica, Il Fatto Quotidiano
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