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Rula Jebreal ha vinto, sarà al Festival di Sanremo: la Rai fa dietrofront

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:52
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«In Rai non si censura nessuno» così aveva risposto l’ad Fabrizio Salini rispondendo a consiglieri e dirigenti, che nelle ultim ore lo avevano chiamato per conoscere l’opinione del capo azienda sull’esclusione della giornalista dal palco dell’Ariston.

E così è stato. Rula Jebreal sarà al Festival di Sanremo. La notizia, dopo le iniziali indiscrezioni raccolte dal Corriere della Sera è ufficiale. La presa di posizione di Viale Mazzini si delinea al termine di un vertice con l’ad Fabrizio Salini, la direttrice di Raiuno Teresa De Santis e il conduttore Amadeus. La giornalista naturalizzata italiana sarà  sul palco dell’Ariston con un suo monologo dedicato alla violenza contro le donne. Un argomento trasversale, dunque, che dovrebbe unire al di là dell’appartenenza politica. Ancora da definire la serata fanno sapere dalla Rai “ma lo spazio sarà adeguato all’importanza del tema”. E’ probabile, a questo punto, che Rula prenderà la parola nella serata conclusiva del Festival.

E’ stata una scelta condivisa con i vertici del M5s, scrive Repubblica. Ed era già stata un nota condivisa da Viale Mazzini a farlo intendere: «Le proposte della direzione artistica, già discusse con la direzione di Rail, saranno oggetto, come di prassi, di un confronto con l’amministratore delegato». E l’ultima parola è stata proprio quella di Salini. Era stata la consigliera in quota dem Rita Borioni a porre la questione Jebreal in un cda che sembrava già spaccato. «Si tratta di una inaccettabile censura preventiva» aveva detto Borioni, insistendo: «Non solo è folle l’accanimento nei confronti di una signora giornalista, ma trovo singolare la tesi per cui a Sanremo non si possa parlare di temi come la violenza sulle donne. Mi aspetto spiegazioni». Una presa di posizione seguita a duro commento di Faraone, ex dem edora in quota Italia Viva. Di opposto era apparso il parere Giampaolo Rossi consigliere di Fratelli d’Italia: «La presenza di Jebreal  – aveva detto – è una forzatura ideologica, cosa c’entra lei col Festival della canzone? È un personaggio divisivo, basta leggere cosa scrisse sul Guardian meno di un anno fa: ha definito l’Italia un paese fascista e razzisti gli italiani. Si vuole trasformare la kermesse in una manifestazione politica». Stessa linea dei parlamentari di centrodestra. «I suoi probabili comizi sono del tutto estranei a quella che dovrebbe rimanere una rassegna canora, Jebreal ha mille altri luoghi dove andare a esprimere le sue discutibili opinioni» con queste parole si era espresso Maurizio Gasparri di Forza Italia, seguito da Giro e Capezzone. Matteo Salvini aveva detto sul tema «invitino chi vogliono» ma sottolineando poco dopo: «Sbaglia chi scambia il Festival per il palco di un comizio». Vittorio Feltri si era espresso, quasi a sorpresa con un endosement a favore della giornalista: «lo sto con Rula, la conosco, è simpatica e intelligente» aveva detto il direttore di Libero: «Trovo sgradevole che la si contatti per averla come ospite e poi ci si ripensi». Sulla stessa linea Vittorio Sgarbi: «Nessuno meglio di lei può testimoniare la condizione della donna nel mondo musulmano. Sorprende il silenzio delle donne del centrodestra. Dove sono Gelmini, Carfagna, Prestigiacomo?» aveva detto Sgarbi.

Repubblica, Corriere della Sera,  Guardian