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“Renzi? Riceveva milioni e metteva in cassa integrazione i dipendenti PD”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:39
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Il caso Open, i debiti del Partito Democratico negli anni della Segreteria Renzi e il finanziamento pubblico ai partiti. Luigi Zanda attacca l’ex Premier e gli alleati di Governo del M5S.

Zanda: "Matteo Renzi riceveva i soldi da Open mentre nel Pd metteva 160 dipendenti in cassa integrazione" - Leggilo.org

Il Senatore Luigi Zanda, tesoriere del Partito Democratico, dalle colonne di Repubblica, affronta il tema più caldo dell’attualità politica nostrana, ovvero il caso della Fondazione Open. Quello che più colpisce però è che, stando alle parole del Senatore, Matteo Renzi, che negli anni in cui fu Segretario del Pd incassava milioni di euro per sè ed i suoi fedelissimi, anche loro con ruoli dirigenziali all’interno dei dem, attraverso Open, assisteva immobile all’indebitamento del Partito Democratico. L’ex Premier ha utilizzato i fondi del PD per la sua battaglia referendaria che gli costò il ruolo di Primo Ministro nel 2016, senza avvertire i colleghi di partito dei milioni di euro raccolti per l’attività politica dalla fondazione a lui vicina. Un doppio conflitto d’interessi se si aggiunge che tanti lavoratori in forza, nei più vari settori, al Pd furono in quegli anni messi in cassa integrazione. Renzi ha lasciato il Partito Democratico nel settembre di quest’anno per fondare Italia Viva, ma il suo paracadute politico/economico era già pronto da tempo.

Zanda: “Di Maio sbaglia a proporre una commissione sui fondi ai partiti”

Il Tesoriere dei dem si muove con cautela sull’inchiesta Open, anche perchè c’è un equilibrio politico da rispettare. Cosa che però non ha fatto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, capo politico dell’altro partito che forma la maggioranza del Presidentte del Consiglio Giuseppe Conte, come racconta l’agenzia Ansa, che ha proposto una Commissione che indaghi sui fondi dei partiti e che faccia luce sulle fondazioni che ruotano intorno ad essi. Zanda dichiara: “Dell’indagine so poco o nulla. Naturale che chi ha violato le regole ne risponderà, ma non ne parlo. Renzi ha capitanato una scissione, sulla quale do un giudizio molto negativo e non voglio che questo finisca per condizionare il mio punto di vista. Di certo sono contrario alla commissione d’inchiesta che Di Maio ha proposto, perché penso che, quando indaga la magistratura, il Parlamento debba lasciarla lavorare”. Fiducia nella magistratura, attaccata pesantemente da Renzi, ma con alcune riserve: “Penso che su questo procedimento l’autorità giudiziaria debba fare conoscere le ragioni di tante perquisizioni e di tanti sequestri di telefoni, perché l’opinione pubblica deve essere rassicurata sul fatto che ci siano forti motivazioni per un’azione così imponente”.

“Renzi raccoglieva 7 milioni con Open mentre il Pd metteva in cassa integrazione i dipendenti”

Zanda racconta di come, nel 2016, il Partito Democratico si trovò in forti debiti, causati maggiormente dal marketing per la battaglia referendaria voluta da Renzi. Ma oggi si scopre che il Senatore fiorentino, in quei mesi, riceveva un ingente quantità di liquidi da Open: “C’è una questione di etica politica. Da segretario e da senatore del Pd, Renzi ha raccolto risorse molto rilevanti di 7 o 8 milioni convogliandole alla Fondazione Open che, come lui stesso ha dichiarato, finanziava le sue attività politiche. Come segretario del Pd avrebbe dovuto riflettere sull’evidente situazione di conflitto in cui si trovava. La fatica del segretario di un partito deve essere diretta a trovare risorse per il suo partito, come hanno sempre fatto tutti i segretari che hanno preceduto Renzi. Lui era il capo del Pd e aveva la responsabilità della finanze dem. Invece, da segretario cercava risorse per la sua Fondazione Open, mentre allo stesso tempo, sempre da segretario, metteva in cassa integrazione ben 160 dipendenti del suo partito, peraltro al verde per via della campagna per il referendum costituzionale del 2016, costata uno sproposito. Abbiamo dovuto tenere insieme l’assenza di risorse, la cassa integrazione e le esigenze di un partito che svolge un’azione politica importante. L’anno prossimo promuoveremo una campagna per raccogliere fondi chiedendo a iscritti e elettori di darci una mano con aiuti individuali di 2 o 5 euro”.

“Il finanziamento pubblico ai partiti è una necessità della democrazia”

Per Luigi Zanda il finanziamento pubblico, anche se limitato dalle nuove direttive, resta ancora un baluardo della democrazia. Una posizione che allontana i dem pesantemente dal Movimento 5 Stelle, da sempre contrario a qualsiasi rimborso pubblico: “Non credo che l’inchiesta su Open possa condizionare chi vuole aiutare economicamente il Pd. Aggiungo però che il finanziamento pubblico dei partiti è una necessità della democrazia. Non è l’antidoto all’illegalità, che va combattuta con altri mezzi, ma è un elemento costitutivo di una democrazia più sana. Il Parlamento dovrebbe discutere se la democrazia è la principale tra le risorse di libertà di cui dispongono i cittadini o debba essere considerata in ostaggio di chi ha i mezzi economici per finanziarla. È una battaglia che ho iniziato quando non pensavo che mai mi sarebbe capitato di fare il tesoriere del Pd. Considero vitale l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione per garantire la democrazia interna dei partiti, presupposto per evitare la deriva dei tanti partiti personali. Al tempo stesso bisogna individuare delle forme ragionevoli di finanziamenti pubblici e controllabili.  Ho presentato un disegno di legge che riguarda sia l’attuazione dell’articolo 49 della Carta che una limitata forma di rimborso ai partiti per il loro funzionamento”.

Poi un affondo agli alleati del Governo, con il Senatore che invita il M5S a chiarire il reale potere della Casaleggio Spa e della piattaforma Rousseau: “Le fondazioni sono un istituto benemerito e utile. Naturalmente bisogna che vengano utilizzate per fini nobili e non illegali. Ma penso anche alla Casaleggio e il Movimento: un rapporto misterioso, io non ne conosco francamente l’estensione, anche semi sembra che la Casaleggio associati condizioni molto la vita dei 5Stelle”.

 

Fotne: Repubblica, Ansa

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