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Riforma del Fondo Salva Stati, il M5s sconfessa Giuseppe Conte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:03
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Le modifiche al Fondo Salva-Stati turbano la Maggioranza Conte. Il Premier stamane ha dovuto incassare il “No” del Movimento 5 Stelle, mentre il Ministro delle Finanza Roberto Gualtieri, negli scorsi giorni, aveva auspicato di poter approvare la riforma nei tempi previsti. 

Giuseppe Conte Mes - Leggilo.Org

 

Negli ultimi giorni si è discusso molto del prossimo vertice che Europeo che dovrebbe approvare le modifiche al Mes. Matteo Salvini, leader della Lega che ha dichiarato di opporsi a tali modifiche, ha però accusato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di aver firmato l’adesione del nostro Paese senza passare per il Parlamento. Una scelta politica così importante per l’economia dell’Italia necessita di un confronto nelle aule, ammonisce l’ex Ministro dell’Interno. Intanto stamane, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dichiara di aver chiesto al Premier di convocare immediatamente un tavolo di Maggioranza sul tema, ma che al momento Conte non ha firmato nulla.

Le riforme previste dal Mes agitano l’Esecutivo. Da una parte si ha troppo timore di concedere all’opposizione terreno fertile alle opposizioni. Dall’altro, un vertice, rivelerebbe l’ovvio: il Movimento 5 Stelle si è contrario alle modifiche, mentre il Partito Democratico spingerebbe Conte a firmare il documento. Si profila dunque una crisi all’orizzonte nell’Esecutivo, che dovrà cercare di trovare un’intesa prima del prossimo vertice europeo di dicembre. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il Mes e perchè si discute della sua modifica

Il Meccanismo Europeo di Stabilità, o Mes, è un fondo autorizzato dall’Unione Europea per aiutare gli Stati membri a rischio default. Dal 2010, anno della sua costituzione, hanno avuto accesso al Mes: Grecia, con tre interventi in diversi anni, Portogallo, Spagna, Irlanda e Cipro. In cambio di questi aiuti gli Stati in questione hanno dovuto sottoscrivere un memorandum d’intesa con l’Ue e con la cosiddetta Troika, formata dalla Commissione, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale, nel quale si impegnavano ad attuare specifiche misure per la riduzione del debito. Da giugno 2019 è stato avviata in sede Ue una seria discussione per la modifica degli obiettivi del Fondo e dei parametri per l’accesso agli aiuti economici.

Sul tavolo delle proposte la volontà di creare una sorta di rete di sicurezza per evitare per che i Paesi con un alto debito pubblico possano rischiare di contagiare l’Eurozona. Ciò dovrebbe avvenire secondo due strumenti: la “linea di credito precauzionale” e la “linea di credito rafforzata”. Le linea guida per poter accedere alla nuova rete che dovrebbe salvare l’Eurozona dal rischio di default di uno dei Paesi aderenti sono molto stringenti: regola del 3% del deficit rispettata da almeno due anni e impegno a ridurre il debito di almeno 1/20 ogni anno.

L’Italia, che ha i conti in regola ma un altissimo debito pubblico, guarda con attenzione e sospetto alle nuove modifiche proposte ai tavoli Ue. Il Consiglio Europeo si dovrà esprimere sul tema e, in caso favorevole, il nuovo accordo dovrà essere ratificato da tutti i Paesi membri dell’Unione. Già nel giugno 2019 il Presidente del Consiglio Conte, allora a capo dell’Esecutivo giallo-verde, aveva espresso dubbi e perplessità: per poter accedere agli aiuti economici, il cui fondo è formato dai contributi economici di tutti i Paesi, ci si dovrà accordare per vincoli troppo stringenti che finirebbero, in pratica, con la perdita dell’autonomia decisionale in campo finanziario. L’allora Premier Conte, come ricorda questo articolo pubblicato dall’agenzia Agi, avanzò l’ipotesi di mettere il veto dell’Italia in Commissione sulle modifiche. Il Presidente si impegnò anche a portare in Parlamento tali richieste di modifiche del fondo, al fine di consentire una valutazione dettagliata ai membri delle aule, cosa che però non avvenne.

Salvini: “Conte ha agito senza consultare il Parlamento”

Il leader della Lega Matteo Salvini, due giorni fa, aveva pesantemente attaccato con un post su facebook il Presidente del Consiglio Conte: “Pare che Conte abbia firmato un accordo per cambiare il fondo salva-Stati, di notte, di nascosto, un fondo ammazza Stati. I giornalisti chiedano a Conte e Tria, se, senza l’autorizzazione del Parlamento, hanno dato l’okay dell’Italia, perché in quel caso sarebbe altro tradimento. Se qualcuno ci infila in questa gabbia del Mes, i titoli di Stato rischiano di valere sempre meno.

L’ex Ministro dell’Interno ribadisce l’estraneità della Lega sulla vicenda e invita il Governo a fare tappa in aula per riferire sulle reali intenzioni circa la modifica del Fondo Salva-Stati: “Si venga in Parlamento e si dica: ho firmato o non ho firmato, poi si torni indietro. Da oggi, ogni giorno, chiederemo se lui e qualche Ministro hanno messo la testa degli italiani sul tavolo. Questa vicenda noi della Lega non la lasceremo passare sotto silenzio in attesa che Rai, Mediaset o La7 ne parlino. La Lega non ha dato nessuna autorizzazione, andremo fino in fondo”.

++ ACCORDO DI CONTE SUL MES? SAREBBE ALTRO TRADIMENTO ++

Solo la Lega votò contro, in tempi non sospetti.Il Mes è un crimine nei confronti dei lavoratori e dei risparmiatori italiani. Se qualcuno si è accordato all'oscuro del Popolo per un fondo "ammazza-Stati" si ponga rimedio adesso prima che sia tardi. Altrimenti sarebbe ALTO TRADIMENTO.#StopMes

Pubblicato da Matteo Salvini su Lunedì 18 novembre 2019

Il Movimento 5 Stelle chiede un vertice a Conte 

Nell’intervista rilasciata stamane al Corsera, il capo politico del M5S, ribadisce il “No” del Movimento a qualsiasi modifica troppo stringente che finirebbe per far interferire gli organi Ue con le politiche economiche e finanziarie degli Stati membri: “Il Premier non ha firmato nulla. Questo che abbiamo chiesto non è un vertice contro di lui. Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile. Sul tema ho chiesto un vertice con tutta la Maggioranza perchè in Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire”.

 

Fonte: Corriere della Sera, Agi

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