Silvia Benaglia, assessore di un comune emiliano in giunta PD, citerà in giudizio il leader della lega Matteo Salvini e la candidata alle regionali di centrodestra Lucia Borgonzoni per gli insulti ricevuti sui social per aver aderito alla manfeistazione delle “sardine” in Piazza Maggiore a Bologna.
Lo scorso ottobre, a Bologna, si è aperta ufficialmente la campagna elettorale di Lucia Borgonzoni, la senatrice leghista in corsa per le elezioni regionali di gennaio 2020. Per l’occasione è stata anche inaugurato un nuovo movimento di protesta che ha preso il nome di “sardine”: un flashmob di persone mute e immobili munite di sardine fabbricate artigianalmente che protestavano contro le politiche di Matteo Salvini. La manifestazione, in teoria, sarebbe dovuta essere scevra da ogni connotazione politica. Infatti, i 4 ragazzi che, sempre in teoria, sarebbero stati i promotori dell’iniziativa, avevano chiaramente scritto sui social di non portare bandiere o simboli di partito ma solo “sardine”. Tuttavia così non è stato e in piazza sono scesi anche diversi esponenti del PD e di liste civiche di sinistra. Si è distinta anche la presenza della signora Flavia Franzoni, consorte dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi. E – come riporta Tpi – in Piazza Maggiore insieme agli innocui pesciolini c’era anche Silvia Benaglia, assessore del Comune di Pianoro all’interno di una giunta Dem. L’assessore si è fatta fotografare con un enorme sardina tra le mani mentre sorrideva.
A molti questa politicizzazione della manifestazione non è risultata gradita. Soprattutto perché, in passato, l’assessore Benaglia, si era rivolta ad un consigliere regionale della Lega definendolo “delinquente prestato alla politica”. E così alcuni hanno pubblicato sui social l’immagine di Benaglia con la frase offensiva pronunciata in passato. Un fotomontaggio, è vero. Da qui sono iniziati gli insulti via social verso l’assessore la quale ha, così, deciso di rivolgersi all’avvocato Cathy La Torre. L’avvocato ha deciso che la cosa più opportuna da fare è citare in giudizio il leader della Lega Matteo Salvini e la candidata alle regionali emiliane Lucia Borgonzoni. In pratica si chiederà a un giudice del Tribunale di Bologna di pronunciarsi su una particolare tecnica di comunicazione elettorale. L’avvocato dell’assessore Benaglia – riferisce Bologna Repubblica – ha così commentato: “Delinquenti prestati alla politica non era riferito né a Salvini né a Borgonzoni. Era una frase generica e pronunciata in passato. Dunque non capiamo perché tutte queste reazioni. La mia assistita non fa neanche parte del PD e ci tiene a precisarlo”.
A molti questa è parsa una strategia per screditare la Lega visto che, secondo gli ultimi sondaggi – come riporta AGI – risulta essere il primo partito in ordine di preferenze con oltre il 33%.
Per tutta risposta – riferisce Repubblica – il leader del Carroccio Matteo Salvini ha commentato con ironia: “Un assessore in giunta PD che ci tiene a precisare che non è del PD. Anzi: si offende se viene accostata al PD. Fossi in Zingaretti io mi preoccuperei”.
Fonte: AGI, Tpi, Repubblica, Bologna Repubblica, Silvia Benaglia FB
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