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Cronaca

Ergastolano in permesso premio accoltella uomo alla gola.

Antonio Cianci, ergastolano di 60 anni in permesso premio che nel 1979 uccise tre carabinieri, ha accoltellato un uomo nel parcheggio dell’ospedale San Raffaele a Milano.

Antonio Cianci, pregiudicato di 60 anni condannato all’ergastolo per aver ucciso tre carabinieri nell’ottobre del 1979 a Melzo, nel Milanese, avrebbe ferito un uomo di 79 anni con una coltellata alla gola nell’ascensore del parcheggio sotterraneo dell’ospedale San Raffaele di Milano. La vittima è in condizioni gravi, anche se non sarebbe in pericolo di vita. L’ergastolano è stato anche l’autore di un altro omicidio, quello di una guardia giurata nel 1974 e per questa vicenda era finito in riformatorio. Cianci, detenuto nel carcere di Bollate, sembra che avesse ottenuto un permesso premio, una delle misure richieste recentemente richieste dalla Corte Costituzionale anche per i reati più atroci.

L’aggressore nel momento in cui uccise gli agenti dell’Arma aveva 20 anni quando nella notte tra l’8 e il 9 ottobre del ’79 commise l’omicidio dei tre carabinieri. I militari lo avevano fermato ad un posto di blocco lungo la strada provinciale 14 tra Liscate e Melzo, in provincia di Milano, all’interno di una vettura rubata. Come riportato dal Corriere della Sera, negli istanti in cui i tre uomini stavano effettuando il controllo di un suo documento, Cianci starò togliendo la vita al maresciallo Michele Campagnuolo, all’appuntato Pietro Lia e al carabiniere Federico Tempini. Al momento dell’arresto il giovane, nativo di Cerignola, in provincia di Foggia, non ammise le sue responsabilità ed anzi affermò che a fare fuoco agli agenti della stazione di Melzo erano stati delle persone a lui sconosciute che erano a bordo di una vettura.

Come riferito da Repubblica, la condanna alla pena dell’ergastolo venne pronunciata dai giudici di primo grado, condanna che venne poi confermata sia in appello nel 1983, quando finalmente confessò con una lettera l’uccisione dei tre agenti, che infine poi anche anche in Cassazione. L’uomo si trovava ora recluso nel carcere di Bollate, che aveva temporaneamente lasciato per un giorno grazie ad un permesso premio.

Fonte: Corriere della Sera, Repubblica

Pubblicato da
Maria A

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