Home Stampa Mainstream Definisce “clandestini” i migranti: giornalista viene sospeso dall’Ordine

Definisce “clandestini” i migranti: giornalista viene sospeso dall’Ordine

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:14
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L’Ordine dei giornalisti della Valle d’Aosta ha sospeso per tre mesi Andrea Manfrin, giornalista pubblicista e capogruppo regionale della Lega. Sarebbe colpevole di aver definito “clandestini” i richiedenti asilo che sbarcano in Italia.

Clandestini, giornalista condannato - Leggilo.Org

La Commissione Segre non ha ancora preso il “là” ma i temi  sottintesi alla sua approvazione, avvenuta lo scorso 30 ottobre in Senato, non tardano a prendere spazio nelle cronache. L’ultimo a farne le spese è il giornalista pubblicista Andrea Manfrin. Manfrin, oltre che pubblicista è anche capogruppo regionale della Lega Valle d’Aosta. Come riferisce Aostaoggi, è stato sospeso per tre mesi dall’esercizio della professione giornalistica da parte del Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta per aver scritto sulla sua pagina Facebook un post nel quale definiva “clandestini” i migranti con ancora in corso la richiesta d’asilo. Per l’esponente della Lega è già la seconda sospensione. La prima era avvenuta nel 2017 quando, sempre in un post su Facebook, aveva appellato come “risorsa boldriniana” un immigrato che risiedeva già da tempo in Valle d’Aosta. Tuttavia il caso fu archiviato dal Gip  di Aosta Giuseppe Colanzingari. Il senegalese definito da Manfrin “risorsa boldriniana“, infatti, si trovava a bordo di una overboard e non era riconoscibile, pertanto avrebbe anche potuto essere un regolare residente e non un migrante. Questa volta, secondo l’organismo disciplinare, il pubblicista avrebbe adottato termini giuridicamente inappropriati e diffuso informazioni imprecise. Andrea Manfrin – riporta l’Ansa -ora è deciso a procedere contro il provvedimento, che reputa ingiusto e viziato “E’ una misura eccessiva, scorretta e di parte. Non me ne starò zitto anche questa volta. Ora farò ricorso”.

In effetti il nostro Paese è uno dei pochi, come specificava la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni, nel quale i migranti non sono clandestini fino a prova contraria. Ovvero: in Italia un migrante che sbarca è un richiedente asilo. Solo se la sua richiesta di protezione internazionale non viene accolta, allora diventa clandestino. Nella civilissima Germania. dove regna l’esecutivo di Angela Merkel, accade esattamente il contrario: un migrante è clandestino fino a che non gli viene riconosciuto lo status di profugo, se ne ha diritto.

Se, dunque, l’errore di Andrea Manfrin è stato utilizzare un termine in modo inappropriato e impreciso, la sospensione, a molti, può apparire eccessiva. Se, invece, è stato sospeso poiché ritenuto reo di diffondere odio allora dovrebbe stare in compagnia di altri giornalisti ben più famosi. In primis una delle prime firme di Repubblica, Francesco Merlo, il quale un paio di settimane addietro non ci ha pensato un secondo a definire Giorgia Meloniuna burina abbandonata dal padre e non voluta neppure dal padre di sua figlia“.  Non appare casuale che questa sospensione arrivi a meno di una settimana dall’approvazione della mozione di Liliana Segre di costituire una Commissione anti odio. Come alcuni esponenti politici hanno fatto notare fin da subito, infatti, il rischio è di creare un vero e proprio bavaglio per censurare chi esprime un’opinione che potrebbe risultare impopolare. Anche l’ex magistrato Carlo Nordio – come ha riportato Il Messaggero – ha dichiarato “La commissione Segre sarà un pericolo per tutti. Si permetterà di sentenziare cosa è eticamente giusto e cosa no. Ma in base a quale etica non si sa“.

Fonte: Ansa, Aostaoggi, Il Messaggero, Repubblica

 

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