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Casi

Pamela e Oseghale ritratti come la Madonna con il bambino. La famiglia: “Un orrore”

Pamela Mastropietro e  Oseghale sono stati ritratti da un’artista nelle vesti della “Madonna col Bambino” di Giovanni Bellini. Indignazione da parte della famiglia della ragazza.

Pamela non riposa in pace neanche da morta. Già la sua fine è stata orribile – fatta a pezzi dallo spacciatore Innocent Oseghale a gennaio 2018 e ritrovata in due trolley abbandonati alla periferia di Macerata – ma la sua memoria è stata di nuovo oggetto di speculazioni. Questa volta il motivo del contendere è un quadro di Andrea Villa, misterioso artista senza volto conosciuto come il Banksy di Torino. Uno, per intenderci, che ritrae Greta Thunberg come Gesù tra gli Apostoli e Matteo Salvini come Hitler

Pamela come la Madonna. La famiglia della ragazza: “Si è superato il limite”

Si è superato il limite“. Questo è il parere della famiglia di Pamela Mastropietro per una vicenda che – come riporta Il Corriere della Sera – ha fatto indignare l’Italia a causa della scelta per lo meno discutibile dell’artista torinese. Per presentare la sua ultima mostra infatti, Villa ha raffigurato attraverso un fotomontaggio la giovane e il suo carnefice nelle vesti della “Madonna col bambino” di Giovanni Bellini.

Sulla pagina Facebook La Voce di Pamela Mastropietro, i famigliari si definiscono “amareggiati”: “Questo è quello che viene esposto in una nota galleria d’arte di una importante città italiana,di cui siamo venuti a conoscenza per puro caso riconoscerete Pamela,al posto della Madonna,e Oseghale al posto del Bambino Gesù. Vi risparmiamo il titolo della mostra,ma…alla faccia della strumentalizzazione! Difficile non essere amareggiati”.

Sul sito di Torino Art Galleries, che ospita il quadro, si prova a dare una spiegazione di quest’opera: “Il quadro che presenta la mostra personale di Andrea Villa figura Pamela Mastropietro, ragazza vittima di un efferato omicidio, rappresentata come la Vergine nel quadro “Madonna con Bambino” di Bellini, con in braccio il suo carnefice, l’ immigrato africano Innocent Oseghale nelle vesti di Gesù Bambino, in una versione distorta e malata della Sacra Famiglia. Andrea Villa si ispira concettualmente all’ opera di Marcus Harvey esposta nella mostra “Sensation” alla Royal Academy Of Arts nel 1997, a Londra. L’opera di Villa pone una domanda allo spettatore: chi è che manca di rispetto alla vittima, l’ artista che critica il sistema mediatico ed economico dei giornali e dei partiti, o i media e i partiti stessi che sfruttano la sofferenza delle vittime?”

I parenti della ragazza tramite l’avvocato Marco Valerio Verni hanno detto:  “Andremo a fondo in questa vicenda per capire come sono andate le cose. Siamo venuti a conoscenza, per un caso fortuito, di questo quadro e lo abbiamo trovato blasfemo, dissacrante e offensivo sia della religione che di Pamela e della sua tragedia, oltre che dei familiari”, come riporta Il Corriere della Sera. Il legale della famiglia, che è anche zio della ragazza, ha aggiunto: “Ci dispiace che il viso di Pamela sia usato in questo modo, non avremmo avuto da ridire se fosse stato usato per messaggi positivi o di beneficenza, ma che venga usato a nostra insaputa, in un contesto come questo, non fa che aumentare l’amarezza e la rabbia. Al di là di qualsiasi messaggio l’artista volesse mandare, è raccapricciante averne preso visione. Valuteremo le azioni più opportune“.

Riccardo Costantini, il gallerista organizzatore della mostra “Salotto borghese, Italia agli immigrati” di Andrea Villa ha risposto: “L’opera non è stata esposta nella mia galleria. Quando dovevamo lanciare la mostra in termini mediatici, l’artista mi ha inviato l’immagine incriminata, una sua opera. L’immagine è stata postata sulla pagina Facebook dell’evento ed è girata, ma poi nel corso della programmazione l’immagine è stata sostituita con un’altra opera, che raffigura Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti rappresentati come due angeli e la scritta ‘Peneangeli”.

Lo stesso Andrea Villa ha voluto fare una parziale marcia indietro, sempre come riporta Il Corriere: “La mia non era satira, ma una critica al mondo dell’informazione, che ha travisato la tragedia di questa ragazza, e allo sciacallaggio svolto da alcuni politici. Pamela è stata presentata come una martire. Come una persona che ha subito un’ingiustizia intendendo non solo l’omicidio, ma anche l’uso distorto della sua immagine pubblica e della sua famiglia. La mia è un’analisi in linea con il mio percorso di studio e critica dei mass media”. L’artista ha poi concluso: “Non ho mai voluto offendere la famiglia e mi dispiace molto. Per questo avevo deciso di ritirare il lavoro”.

Fonte: Il Corriere della Sera, Torino Art Galleries, La voce di Pamela Facebook

Pubblicato da
Valentina Colmi

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