Home Economia Affitti, certificati, partite iva, sigarette. Conte porta la pressione fiscale al 42,7%

Affitti, certificati, partite iva, sigarette. Conte porta la pressione fiscale al 42,7%

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:55
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Il Governo Conte Bis questa notte ha delineato una manovra di bilancio che dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 7 miliardi di euro. E’prevista l’introduzione di nuove tasse che porteranno la pressione fiscale dal 41,8 al 42,7%.

Manovra nuove tasse - Leggilo.Org

Governava con la Lega ed il Movimento Cinque Stelle, il premier Giuseppe Conte, e disse di essere l’avvocato del popolo.Una definizione che non piacque all’Espresso che non mancò di criticarlo, accusandolo di aver difeso gli interessi milionari delle grandi aziende. Ora, a distanza di un anno e con una nuova maggioranza a sostenerlo il premier non insiste con quella definizione di sé. Non in queste ore, almeno.

Si dice che la notte porti consiglio. E, infatti, il Governo Conte Bis proprio questa notte si è riunito per approvare la manovra finanziaria  che dovrebbe far confluire nelle casse statali circa 7 miliardi di euro. Il Consiglio di Ministri – riferisce Huffington Post – ha approvato l’introduzione 10 nuove  microtasse. Alcune interesseranno solo i redditi più alti mentre altre toccheranno tutti i contribuenti. La fetta più grossa, ben 4,3 miliardi, riguarderà la lotta all’evasione con una stretta particolare sui lavoratori autonomi, le Partite Iva e nuove imposte su giochi e videolotterie. Per le vincite superiori a 500 euro, infatti,  il prelievo passerà dal 12% al 15%.  Nuove imposte deriveranno dall’aumento di accise su liquidi, bruciatori, trinciato e sigarette.

Come anticipato lo scorso mese dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri il nuovo Governo ha deciso di dire addio alla Flat Tax: cancellata l’introduzione dell’aliquota al 20% per chi ha compensi tra i 65.000 e i 100.000 euro annui. Tuttavia per chi non supera la prima soglia sarà ugualmente possibile accedere al regime forfettario ma a condizioni decisamente più stringenti. Altri 3,2 miliardi dovranno essere recuperati, almeno nelle intenzioni, dalla lotta all’evasione fiscale anche attraverso l’introduzione dell’obbligo, per i commercianti, di accettare pagamenti con carte e sanzioni per chi si rifiuterà. E, in tal senso, verranno penalizzati anche i pagamenti con i buoni pasto cartacei: anche questi subiranno una bella sforbiciata in termini di esenzioni passando dagli attuali 5,29 a 4 euro. E’ pur vero che i ticket elettronici passeranno, invece, da 7 a 8 euro ma in Italia non tutti gli esercizi pubblici, ad oggi, sono abilitati per accettare questa forma di pagamento. Il Governo conta, inoltre, di recuperare altri 2 miliardi di euro dalle tasse  “etiche”.  A partire dal 2021 ci sarà l’eliminazione dei benefici per i veicoli diesel Euro 3 e Euro 4 e – riporta Il Fatto Quotidiano – verranno introdotte due nuove imposte a favore dell’ambiente: una sui prodotti inquinanti e una sugli imballaggi che prevederà un’ aliquota di 1 euro per kg di plastica utilizzata e prenderà avvio a partire dal 1 giugno 2020. Previsto anche l’azzeramento delle detrazioni Irpef al 19%.

Il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani ha chiarito che riguarderà i redditi oltre 120.000 euro l’anno, con un andamento progressivo fino ai 240.000, e che l’azzeramento sarà selettivo e non su tutte le spese. Non riguarderà, ad esempio le spese sanitarie mentre saranno interessate le spese veterinarie, per gli asili nido, per le attività sportive o per i corsi universitari dei figli a carico. Brutta stangata – come sottolinea Il Sole 24 Ore – per chi dovrà effettuare un passaggio di proprietà: i costi triplicheranno, passando dagli attuali 50 a 150 euro. Brutte notizie anche per gli affitti: ci sarà anche un ritocco verso l’alto per le cedolari secche. L’asticella dell’aliquota passerà dal 10% attuale al 12,5%. La manovra prevede anche l’introduzione di una nuova imposta di bollo da 2,4 euro per ogni foglio dei certificati rilasciati da organi dell’Autorità Giudiziaria in materia penale. E, infine – riferisce Affaritaliani – verrà introdotta una digital Tax: un’aliquota del 3% sui ricavi per i soggetti che prestano servizi digitali.   Ma il Governo Conte Bis, per restare in pace con l’UE dovrà arrivare a 12, 3 miliardi. per farlo si sta già lavorando a nuovi studi di settore.

Questa manovra andrà, innegabilmente, a pesare ancor più sulle tasche degli italian che potrebbero essere penalizzati dai già preannunciati abbandono del superticket voluto dal Ministro della Salute Roberto Speranza – con ricaduta sulla fascia media –  e dall’abolizione dell’assegno unico per i figli. La pressione fiscale, già piuttosto elevata, passerà dal 41,9% al 42,7%. Verranno tassati meno i consumi ma si avrà una stangata sulle patrimoniali. Stando a quanto affermano il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, molto soddisfatti di questa manovra, l’aumento delle tasse sul patrimonio dovrà andare a beneficio dei redditi più bassi. Ma il timore di molti è che, ancora una volta, saranno i ceti medi a farne le spese.

Fonte: Espresso, Huffington Post, Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore, Affaritaliani

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