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Lazio, possibile “tassa sulla pipì” (con cartello) in bar e ristoranti ai non clienti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:28
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Nel testo sul commercio regionale che sta per essere attivato nel Lazio è previsto il fatto che bar e ristoranti che vogliano imporre la “tassa sulla pipì” alle persone non clienti appongano un cartello

Tassa sulla pipì ai non clienti in bar e ristoranti del Lazio proposta di legge - Leggilo

All’interno del nuovo testo unico sul commercio regionale del Lazio, alla cui amministrazione si trova l’attuale segretario PD Nicola Zingaretti in questi giorni impegnato con il nuovo governo e con l’inedito rapporto politico con Luigi Di Maio, e che sta per essere approvato dal Consiglio, è contenuto un comma all’articolo 75 sulla trasparenza dei prezzi che non lascia spazio a dubbi: “Qualora il servizio igienico, per i soggetti diversi dalla clientela, sia messo a pagamento – si legge – il prezzo dello stesso deve essere reso ben noto attraverso l’apposizione di idoneo cartello”.

Insomma, quella che è ormai pubblicamente nota come “tassa sulla pipì” altro non sarebbe che l’utilizzo del bagno ad opera di persone che si trovano in locali pubblici, quali bar, ristoranti o pizzerie senza consumare, fatto pagare (nel caso l’esercente non voglia mantenerlo gratuito anche ai non clienti), purché il titolare avvisi in maniera chiara nelle suddette modalità.

Oltre a questo però, come riportato da Il Tempo, la norma in questione nulla riferisce su prezzi, garanzie per coloro che usufruiscono del bagno in merito a pulizia e neppure su come il titolare debba verificare che chi si accinge a sfruttare la toilette senza tirare fuori il portafoglio abbia effettivamente prima consumato qualcosa nel locale.

Sono invece soddisfatte alcune associazioni di categoria per via di zone in cui molto spesso i loro bagni sono sfruttati da molti turisti che fanno così aumentare notevolmente i consumi di acqua e luce.

Infine vi è però un punto che ha fatto discutere nella norma, considerata folle dal Codacons, come riferito da AgenPress, vale a dire il fatto che questa potrebbe contraddire il nuovo regolamento di polizia urbana del Comune di Roma, promulgato meno di un mese fa, che sul punto parla chiaro: “È fatto obbligo agli esercenti degli esercizi pubblici di consentire l’utilizzo dei servizi igienici a chiunque ne faccia richiesta”.

Fonte: Il Tempo, AgenPress

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