Peter Szijjarto, ministro degli Esteri dell’Ungheria, ha definito pericolosa la decisione del nuovo governo dell’Italia di far attraccare una nave dell’ong con a bordo migranti.
Peter Szijjarto, ministro degli Esteri dell’Ungheria, non ha usato giri di parole ai microfoni dell’emittente Mtv1 in merito alla scelta del governo dell’Italia di far sbarcare l’imbarcazione Ocean Viking con a bordo il suo carico di migranti: “Deplorevole e pericoloso – ha dichiarato – E’ un incentivo per i trafficanti e per i migranti stessi, che potranno arrivare di nuovo in massa”.
Il ministro dell’esecutivo guidato da Viktor Mihaly Orban ha quindi sottolineato sulla possibilità di redistribuire gli immigrati in vari Paesi dell’Unione Europea, come vorrebbe l’Italia, che “l’Ungheria non accetterà mai quote di accoglienza. Lo rifiutiamo e difenderemo i nostri confini”.
Parole a cui ha replicato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “Il giudizio espresso dal governo ungherese è del tutto strumentale – ha esordito – L’Italia da anni vive un’emergenza causata anche e soprattutto dall’indifferenza di alcuni partner europei come l’Ungheria”.
“E’ facile fare i sovranisti con le frontiere degli altri. Chi non accetta le quote deve essere sanzionato duramente – ha evidenziato, come riportato dall’Ansa – L’Italia non può e non si farà più carico da sola di un problema che riguarda tutta la Ue”.
“Nei paesi di transito vanno istituiti degli uffici europei nei quali i migranti possano presentare richiesta di asilo in modo da poter essere poi trasferiti in Europa – e non solo in Italia – attraverso un corridoio umanitario – ha aggiunto il capo politico del M5s, come riferito da Repubblica – In questo modo si mette fine all’inferno dei trafficanti di uomini e dei barconi e ognuno si assume le sue responsabilità”.
Intanto il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, ha partecipato al Consiglio Affari Generali a Bruxelles e si è incontrato con i colleghi francese, irlandese, olandese e maltese “per rafforzare la cooperazione bilaterale sui temi europei tra cui la migrazione, il Quadro Finanziario Pluriennale e Brexit”.
Sull’ipotesi di condizionare i fondi Ue agli impegni per i migranti “l’Italia – ha sostenuto Amendola – ha sempre espresso un giudizio molto netto, però io ho parlato anche di incentivi”.
“Il tema non riguarda solo la condizionalità ma anche – ha proseguito – la protezione esterna del problema, la cooperazione con l’Africa, la ristrutturazione delle spese di bilancio come quelle per Frontex: l’approccio italiano – ha concluso – è propositivo e non ultimativo, vanno toccati tutti gli elementi strutturali del problema”.
Fonte: Ansa, Repubblica
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