Facebook e Instagram hanno cancellato le pagine e i profili di CasaPound e Forza Nuova o comunque riconducibili a esponenti delle due forze politiche di estrema Destra.
Come avvenuto alcune settimane per dei post di Matteo Salvini, negli ultimi giorni Facebook e Instagram hanno deciso di eliminare sia le pagine istituzionali di CasaPound e Forza Nuova che i profili di esponenti dei due movimenti politici di ultra destra in quanto entrambi, a detta del social network, inciterebbero all’odio. Così è sparita ‘CasaPound Italia’, pagina principale della formazione guidata da Gianluca Iannone, certificata da Facebook con badge blu è seguita da 280mila follower. Allo stesso modo sono scomparse le pagine di Forza Nuova assieme a decine di profili di militanti e dirigenti dei due partiti o comunque riconducibili alle tali movimenti di estrema destra.
Per CasaPound sono stati cancellati quelli del presidente Gianluca Iannone, dei due vice Marco Clemente e Andrea Antonini e dell’ex segretario Simone Di Stefano, della “ducessa” di Ostia, Carlotta Chiaraluce. Sparite pure le pagine di alcuni consiglieri comunali e municipali, come Andrea Bonazza, Maurizio Ghizzi e Luca Marsella, nonché gli account di Blocco Studentesco e Solid.
Anche Forza Nuova nelle stesse ore ha denunciato un analogo trattamento. Su Twitter infatti il movimento guidato da Roberto Fiore ha scritto: “Facebook e Instagram spazzano via pagine e profili di Forza Nuova nelle stesse ore della protesta di Montecitorio. Coincidenze?”.
Sempre su Twitter, il sindaco di Sutri (Viterbo) e critico d’arte, Vittorio Sgarbi, si è affidato alla Costituzione nella speranza che si sia trattato solo di un errore informatico e non di una forma di censura per idee politiche non condivise dalle aziende di Mark Zuckerberg: “CasaPound #libertàdiespressione #articolo21 Facebook purtroppo non è nuova a ingiustificate forme di censura – ha riportato anche Adnkronos – Spero solo che l’improvviso oscuramento dei profili di CasaPound sia dovuto a problemi tecnici e non alle sue idee politiche”.
Anche l’ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini, ha twittato in proposito: “Leggo che Facebook ha bloccato tutti gli indirizzi riferibili a CasaPound – ha pubblicato sul proprio account il giornalista – Io condivido poco e niente di CasaPound ma le censure e le pulizie etniche non mi piacciono. Si possono censurare ingiurie, insulti, la violenza verbale, ma le idee, se espresse nel rispetto degli altri, no”.
Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia, ha invece replicato ad un articolo di Giornalettismo che lo attaccava per una sua posizione sulla libertà di pensiero: “In molti come questi di Giornalettismo han criticato la mia difesa di CasaPound citando a caso la Costituzione. Ma se Cpi si può presentare alle elezioni – ha voluto precisare – non integra il reato di ricostituzione del partito fascista. Non decide Zuckerberg”.
Fonte: Forza Nuova TW, Adnkronos, Sgarbi TW, Minzolini TW, Giornalettismo, Adinolfi TW
Manca davvero poco all’inizio di Sanremo 2026, il festival che ogni anno riesce a fermare…
È una storia difficile da leggere: un bambino di tre anni morto di fame, mesi…
Importante novità per i cittadini: si può ottenere un nuovo bonus di ben 400 euro…
Dal 2026 la carta d’identità elettronica potrà durare fino a 50 anni: scopri subito la…
Scopri l'alleato silenzioso della tua pelle: la vaselina. Non solo protegge e sigilla, ma offre…
Il tumore è una delle patologie più diffuse a livello globale, eppure poche persone…