I carabinieri hanno perquisito la villa di Beppe Grillo, leader del Movimento Cinque Stelle, al fine di trovare prove sulla violenza in cui è coinvolto il figlio Ciro
Brutte notizie per Beppe Grillo. Oltre alle accuse di stupro fatte a suo figlio Ciro, il leader del Movimento 5 stelle si è visto perquisire dai carabinieri la villa situata a Marina di Bibbona. L’obiettivo delle forze dell’ordine, secondo quanto riportato da Il Tirreno, era quello di trovare il famoso telefono cellulare, più volte citato da Ciro Grillo, che scagionerebbe del tutto il figlio dalle accuse di violenza sessuale. Secondo il figlio del leader dei Cinque Stelle, la ragazza svedese che ha accusato il ragazzo e i suoi amici era d’accordo nel consumare un rapporto sessuale e il video presente all’interno del telefono cellulare sequestrato dalle Forze dell’Ordine dovrebbe scagionare il figlio di Beppe Grillo e i suoi compagni. Quel telefono rappresenta l’unica via di uscita per la fine di questo processo, in quanto proverebbe che la ragazza sarebbe stata fin da subito d’accordo con l’atto di gruppo. Al contrario, il video potrebbe anche mostrare una versione completamente diversa da quella fin da subito sostenuta da parte del figlio di Grillo mostrando possibili elementi di colpevolezza, in uno degli atti più violenti e spregevoli che un uomo posso commettere. La perquisizione non rappresenta soltanto un brutto colpo per l’ex comico, ma anche per l’intero Movimento 5 stelle in quanto la villa situata nei pressi di Marina di Bibbona è da sempre il punto di ritrovo del Movimento. E’ in quella sede che Grillo e i suoi sostenitori decidono le mosse da attuare nella loro strategia politica. Anche se, è bene specificare, che il luogo del presunto stupro non è la villa sede dei 5 stelle, ma è soltanto il posto in cui si trovava quella dovrebbe essere la prova dell’innocenza di Ciro Grillo. Il luogo incriminato, secondo Repubblica, è sempre una villa appartenente all’ex comico, ma sarebbe quella situata nei pressi di Porto Cervo.
Intanto sulla vicenda è intervenuto l’ex Segretario del PD, Matteo Renzi con una dichiarazione raccolta da AgenPress: “Se il figlio di Beppe Grillo è colpevole o no lo decideranno i giudici, non i social. Questo sarà un Paese civile quando nessuno userà le famiglie per aggredire gli avversari politici. E in attesa che imparino a farlo gli altri, diamo noi una dimostrazione di civiltà: garantisti sempre”
Fonte: Repubblica, Il Tirreno, AgenPress, Matteo Renzi Twitter
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