L’ex Ministro Carlo Calenda è intervenuto sulla proposta di Matteo Renzi di un governo istituzionale per risolvere la crisi di Governo.
“Una mossa furbesca per passare dal ‘senza di me, mai con i Cinque Stelle’ al ‘faccio una cosa con i Cinque Stelle’. È una ridicolaggine”. Con queste parole si era espresso – informa Agi – Carlo Calenda circa la posizione assunta da Matteo Renzi sulla crisi di Governo aperta da Matteo Salvini. Per l’ex Ministro, l’obiettivo dell’ex dem sarebbe chiaro: “Renzi vuol fare un partito e ha bisogno di mesi in più. Lo posso anche capire ma noi non possiamo stare appesi al Partito di Renzi che deve nascere. Non si inventi scuse perché non è che siamo tutti fessi”.
L’idea di un governo istituzionale ha trovato non a caso la netta opposizione di molti esponenti dem, in prima fila di Nicola Zingaretti, che ha invece gridato alla necessità di andare voto. “È folle quello che tratteggia Renzi, un governo tecnico che dovrebbe fare una manovra lacrime e sangue, votandola assieme al Movimento 5 Stelle e a Forza Italia per avere infine Salvini al 60%“, ha proseguito Calenda stroncando il piano di Matteo Renzi. A RadioCapital, l’europarlamentare del PD ha sostenuto la necessità di andare al voto, se non altro con la certezza di perdere l’onore. Un governo permetterebbe infatti a Salvini di guadagnare tempo e portare avanti la sua campagna elettorale. Idea ribadita su Twitter qualche ora fa, in un post in cui ha definito il partito debole, diviso ed impaurito:
Secondo Calenda un governo istituzionale proposto da Renzi, che vedrebbe insieme i parlamentari dem e i 5 stelle, sarebbe un’occasione d’oro per Salvini – che guadagnerebbe tempo per la campagna elettorale – e per Renzi, che così avrebbe tempo per costituire un partito:
La scissione nel PD è ormai un dato di fatto, e Calenda sembra essersene reso conto. Nicola Zingaretti dovrebbe avere “il coraggio di organizzare un fronte unitario. Se non lo farà, il PD scenderà al 15% e poi ci sarà una sinistra frammentata”, ha detto ancora l’ex Ministro in radio. “Ci sono due PD: uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito. Nell’ultima direzione ho proposto di creare una segreteria politica in cui la gente si guarda in faccia e prende una decisione comune. I primi a non volerlo sono stati i renziani. Renzi non si siede con nessuno, non prende la telefonata di nessuno e non discute con nessuno. Questa è la verità”, ha proseguito.
La soluzione resta dunque il confronto democratico con le elezioni: “E la costruzione del fronte democratico e repubblicano. Abbiamo una battaglia da fare contro chi ci vuole portare fuori dall’Europa, e questa battaglia si fa a viso aperto, non facendo accrocchietti per qualche mese”, ha concluso.
Fonte: Agi, Radio Capital
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