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Politica

Migranti, i porti chiusi funzionano: in mare ne sono morti la metà dello scorso anno

Nuovo dato sulla situazione migranti. Da inizio 2019, secondo i dati diffusi dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, quasi la metà di vittime in meno rispetto al 2018.

La politica dei porti chiusi sembra dare i suoi frutti, almeno stando a quanto riporta l’Organizzazione internazionale per le migrazioni – Oim. Come informa l’Ansa, il numero dei morti nel Mediterraneo si è quasi dimezzato: dall’inizio dell’anno hanno perso la vita in mare 683 migranti e rifugiati mentre tentavano di arrivare in Europa. Nello stesso periodo dell’anno scorso, ne sono stati registrati 1.449, circa il 47%. In calo anche gli arrivi: l’Oim segnala che 34.226 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare dall’inizio del 2019 al 17 luglio scorso, con una diminuzione del 34 % rispetto ai 51.782 giunti per lo stesso periodo del 2018. La maggioranza, riporta Tgcom24, è approdata in Grecia, 16.292; e in Spagna, 12.064. In Italia via mare ne sono arrivati 3.186. Durante lo stesso periodo, 4.023 migranti o rifugiati sono stati rimandati in Libia dopo essere stati intercettati sulla rotta del Mediterraneo centrale.

Come riporta Agi, nel 2018 i morti e i dispersi nel Mediterraneo erano diminuiti del 54% rispetto al 2017. Tuttavia, era aumentata significativamente la mortalità: nel 2018 è morta 1 persona ogni 14 arrivi dalla Libia, quando nel 2017 era una ogni 38. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite – UNCHR – il dato era dovuto alla “significativa riduzione della complessiva capacità di ricerca e soccorso”. La maggior parte dei migranti in arrivo sulle coste italiane parte dalla Libia, ma nella maggior parte dei casi si tratta di persone che provengono anche da Paesi molto lontani del continente africano.

“A oggi i dati sugli sbarchi dicono che abbiamo ridotto del 93% l’arrivo dei barconi in Italia rispetto all’anno scorso, ci dicevano che non si poteva fare, ma noi l’abbiamo fatto”, esultava il Ministro dell’Interno dopo i tagli dei fondi destinati alle Sprar. Con i risparmi ottenuti, spiegava Salvini, sarebbe aumentata la sicurezza nello Stato: “Quest’anno possiamo assumere 8.000 tra poliziotti, Carabinieri e Vigili del fuoco“. Il cambio di politiche avrebbe garantito “meno clandestini e più Carabinieri”.

Fonte: Agi, Ansa

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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