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Politica

Marco Minniti: “Carola ha fatto il suo dovere, ma l’Italia non può accogliere tutti i migranti”

L’ex Ministro PD Marco Minniti ha commentato la questione immigrazione e il caso Sea Watch, prendendo le difese di Carola Rackete. Ha anche ricordato come, il suo piano di contrasto all’immigrazione irregolare attraverso una coordinazione con le Ong, portò a risultati migliori di quelli ottenuti ora e che, nel tempo, l’Italia è tornata indietro.

Anche l’ex Ministro Marco Minniti, nei suoi 18 mesi di potere in giunta Renzi, tentò un piano per frenare l’immigrazione irregolare. Il provvedimento proposto il 17 febbraio 2017 prevedeva disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale e di contrasto dell’immigrazione illegale. Vennero avviate una serie di misure per controllare il fenomeno migratorio: accelerazione delle procedure di identificazione; intensificazione delle misure di contrasto dei trafficanti di uomini; potenziamento delle strutture di accoglienza riducendone le dimensioni; introduzione di sezioni speciali nei Tribunali competenti in materia; riconoscimento della protezione internazionale e della protezione umanitaria; creazione di corridoi umanitari. Secondo i dati diffusi dal Viminale, gli sbarchi sulle coste italiane, soprattutto a partire da luglio 2017, registrarono un decremento complessivo di oltre il 33% rispetto allo stesso periodo del 2016, informa Agi.

Tuttavia, a un anno dalla sua uscita dal Viminale, l’ex Ministro PD fa il punto sulla questione. “Per questo Governo l’immigrazione non è una grande questione da governare: è da cavalcare, come una continua emergenza. Il Ministro dell’Interno e il Governo puntano tutto su quella che definirei una strategia della tensione comunicativa. Oggi non c’è un’ emergenza e tuttavia ci si comporta come se fossimo davanti ad una drammatica invasione”, ha detto in un’intervista a La Stampa. Al contrario, la linea seguita da Minniti – approvata dall’Italia, dall’Europa e dalle Ong –  prevedeva un accordo con le Organizzazioni non governative. “Facemmo la scelta del Codice, proposta dall’Italia e poi discusso in Europa e che le Ong sottoscrissero. E non si dimentichi da dove arrivavamo: per due anni, attraverso le Ong, e cioè vettori non pubblici, erano giunti in Italia più di 80mila migranti. Le Ong hanno un obiettivo fondamentale: salvare le vite in mare. Noi, come Stato, avevamo l’obiettivo di garantire la sicurezza sul territorio nazionale”, spiega.

Invece, prosegue Minniti, i nazional-populisti ragionano per fatti simbolici e l’Europa – nel dividersi i migranti – sbaglia e mimetizza la questione. Allo stesso tempo, l’alternativa “non può essere accogliamoli tutti. Il Papa richiama il tema sul quale si giocherà il futuro delle democrazie nei prossimi anni: quello dell’integrazione. E una forza riformista non può che declinarlo attorno a tre valori: umanità, libertà e sicurezza”. Minniti si è anche espresso sul caso Sea Watch: “Se l’Italia si è dimostrata piccolissima, l’Europa ha dimostrato di essere una piccola Europa. In tre settimane una nave con a bordo 42 persone – non 4.200 e neppure 400 – è diventata il pretesto per tenere un Paese sul filo del rasoio”. Ospite a Omnibus, su La7, Minniti si è nettamente schierato a favore della capitana Carola Rackete: “Ha fatto quello che voleva e quello che doveva.Chi non ha fatto il proprio dovere siano stati il governo italiano e l’Europa. Perché una questione che riguarda 42 migranti la si risolve in 5 minuti. A me la retorica dei capitani non mi piace. Ogni volta che i capitani hanno guidato la storia non è finita molto bene. Non si può fare che la giustizia funziona solo quando fa comodo. Ci vuole rispetto per l’autonomia dei Magistrati”.

Per Minniti, “siamo drammaticamente tornati indietro” rispetto a quando nel Mediterraneo vigeva un sistema di ricerca e di salvataggio coordinato dalla Guardia Costiera, e quando le Ong avevano firmato un codice di condotta, dice l’ex Ministro. E c’erano Frontex, la Guardia Costiera libica e la Sophia, aggiunge. E, c’era, aggiungiamo noi, meno teatro. Ma c’era, anche, un flusso migratorio incontrollato che è stato, in sostanza, il vero motivo dell’ascesa dirompente del “Capitano”. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Fonte: La Stampa, La 7

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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