Carola Rackete è stata arrestata dopo aver fatto sbarcare i migranti a Lampedusa, nonostante la mancanza di autorizzazione. Le accuse a suo carico sono di resistenza e violenza contro nave da guerra e la capitana potrebbe andare incontro ad una pena che va dai tre ai dieci anni di reclusione.
Si è conclusa la burrascosa e tormentata vicenda della Sea Watch. La nave, battente bandiera olandese della Ong tedesca, è attraccata nel porto di Lampedusa dopo che Carola Rackete, la capitana della nave, ha deciso di forzare il blocco e arrivare al porto, dopo quindici giorni in mare e due ferma ad un miglio dalla costa. L’annuncio è stato dato dalla stessa Ong via tweet: “Basta, dopo sedici giorni di soccorso, Sea Watch3 entra in porto”, si legge nel post.
Poco dopo, la Rackete ha forzato il blocco e percorso l’ultimo kilometro e mezzo che separava l’imbarcazione dalla costa:
Come informa Tgcom24, i migranti sono stati fatti sbarcare all’alba e la comandante Carola Rackete è stata arrestata con l’accusa di aver rifiutato di obbedire a una nave militare e di aver portato la Sea Watch in porto senza permesso: per questo, potrebbe andare incontro ad una pena dai tre ai dieci anni. La 31enne tedesca potrebbe essere trasferita in carcere e processata per direttissima, mentre i 40 migranti sono stati fatti sbarcare e trasferiti nel centro di accoglienza. In particolare, la comandante avrebbe violato l’articolo 1100 del codice della navigazione e le potrebbe essere anche contestato il tentato naufragio della motovedetta della Guardia di finanza, che sarebbe stata speronata dalla nave durante la manovra di attracco. Infatti, prima dell’attracco della Sea Watch, una motovedetta della Guardia di finanza ha tentato di impedire l’ormeggio, rischiando di rimanere incastrata fra la Ong e la banchina.
L’imbarcazione ha trascorso più di 36 ore nelle acque territoriali italiane senza alcuna indicazione di sbarco, invocando lo stato di necessità. La nave è stata ora condotta a due miglia dalla costa di Lampedusa per motivi di sicurezza. Infatti, la presenza in porto dell’imbarcazione avrebbe potuto creare due problemi: il primo riguarda i decolli e gli atterraggi, in quanto l’albero della Sea Watch 3 è molto alto e interferisce all’interno del cuneo di sicurezza di decolli e atterraggi del vicino aeroporto; il secondo riguarda i traghetti di linea, ai quali la Ong impediva l’attracco.
Esulta, su Facebook, il Vicepremier Matteo Salvini: “Comandante fuorilegge arrestata. Nave pirata sequestrata. Maxi multa alla Ong STRANIERA. Immigrati tutti distribuiti in paesi europei. Missione compiuta”.
Fonte: Tgcom24, Matteo Salvini Facebook, Sea Watch Italy Twitter
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