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Cronaca

L’ex medico di Lampedusa: “Sono a fianco della splendida capitana Carola Rackete”

Anche Pietro Bartolo, l’ex medico di Lampedusa, si unisce alla fila dei sostenitori di Carola Rackete, la comandante della Sea Watch 3 che ha sfidato le limitazioni poste dal Viminale e dal Decreto Sicurezza bis. 

Il mio cuore è lì a Lampedusa, su quel molo da cui ho prestato soccorso a centinaia di migliaia di persone negli ultimi 30 anni. Purtroppo Lampedusa e Bruxelles sono lontane, non soltanto metaforicamente, come dimostra la cronaca di questi giorni. Arriverò sulla mia isola soltanto domani, ma sono già lì col cuore, al fianco di quella splendida capitana di nome Carola”. Così, via Twitter, il medico di Lampedusa Pietro Bartolo ha espresso il suo supporto a Carola Rackete, la comandante della nave Sea Watch 3 che ha deciso di sfidare il Governo italiano. 

La Rackete ha violato le disposizioni del Decreto Sicurezza bis, ignorando le mancate autorizzazioni a sbarcare date dal Viminale. E ora la nave è al punto di partenza visto che, quella di questa notte, è stata la quattordicesima passata in mare. Il medico, eurodeputato PD, aveva commentato anche nei giorni scorsi la situazione della Sea Watch, parlando di una condizione disumana e diventata insostenibile per i migranti. Aveva riposto speranze, però, nella Corte di Strasburgo, quella che garantisce i diritti umani e secondo cui, però, sbarcare non rientrava nei diritti dei profughi a bordo. 

Bartolo aveva anche espresso un duro giudizio sulle politiche migratorie che il governo sta adottando. “Lo spettacolo che il Governo, con l’accordo di una parte del PD, sta offrendo è davvero deludente. Si continua a insistere su una linea filolibica, soltanto per non ammettere gli errori del passato”, ha scritto in un post sul suo profilo Facebook. “Con la situazione attuale, tra l’altro, sarebbe stato facile riconoscere che fino a qualche anno fa le missioni di soccorso in mare da parte della Libia venivano finanziate perché le condizioni erano differenti. Non condividevo neanche allora, perché in Libia ci sono i lager e lo sappiamo tutti. Ma oggi oltre ai lager c’è la guerra. E l’Italia, anche col consenso di un pezzo di Partito Democratico, autorizza a riportare quelle persone in una zona di guerra da cui erano fuggite”.

Fonte: Pietro Barolo Twitter, Pietro Bartolo Facebook

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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