Gad Lerner, due pesi e due misure. Prende le difese di Sea Watch – e qui siamo nella follia ben organizzata della Sinistra – senza riuscire neanche a fare un distinguo tra ragioni umanitarie e il modo di attuarle o di imporle. Ma, poco male, è la logica a singhiozzo di alcuni commentatori referenziati da loro medesimi,  con una credibilità passata per buona, a prescindere da cosa si dica. Perché ci sono mille argomenti dati per scontati dai sostenitori di Sea Watch, senza uno straccio di esame critico della realtà.

Quali? L’effettiva provenienza dei migranti, la loro reale permanenza nei lager libici, la pretesa fuga. Qui vige una sorta di lasciapassare e di autocertificazione perenne. Basta salire su una nave Ong ed il gioco è fatto: potete essere un criminale vero e passare per perseguitato da guerre e carestie, nessuno avrà nulla da eccepire. E, dopo, tutte le pastoie dello sbarco, dell’identificazione, dei costi e dei rimpatri non appartengono all’equipaggio con le magliette fregiate con tanto di logo, nè ai migranti vestiti in modo chic. Certo, non saranno fuggiti così dai lager. Ci ha pensato la Ong a renderli social friendly, salvo qualche scatto più drammatico quando serve a smuovere lo sdegno pubblico e la raccolta fondi.

Al resto ci pensano i fiancheggiatori, con Gad Lerner in prima fila, scrive Libero. Ieri scriveva: “Quelli che sogghignano per le esibizioni di cattiveria in faccia ai #migranti della #SeaWatch3 (“possono star lì fino a Natale”) ricordino che pur vincendo le elezioni restano una minoranza di questo paese. Che tace, sopporta, ma un giorno si vergognerà perché è migliore di loro“.

A parte le intelligenti stupidaggini di Lerner e la notizia falsa sulla minoranza – facezia ben nascosta e fatta passare per verità, ma accade nella stampa mainstream – Lerner non perde tempo in questioni spinose come la presunta brutalità di un decreto – il Decreto sicurezzavotato da un esecutivo legittimo e non sospettato di incostituzionalità da parte del Presidente della Repubblica. Come tutti i falsi maestri, Lerner si capa gli argomenti e si scegli gli obiettivi, per distrarre le pecore di Sinistra- eh sì, esistono anche loro, non solo quelle dell’altra parte. E, per Lerner, non c’è metodo migliore che indicare il solito lupo. E infatti oggi su Repubblica il buon Lerner esordisce così: “Vien da chiedersi: ma cosa penserà di Salvini la madre di Salvini? Quando, di fronte a quello che, comunque la si pensi, rimane un dramma umano, il suo Matteo scrive: ‘Non sbarca nessuno, mi sono rotto le palle. Lo sappia quella sbruffoncella‘”.

Lerner parla della comandante, Carola Rackete- riporta Il Giornale – in termini agiografici: un santino da porre in compagnia di George Soros, anche lui presumibilmente plaudente per il colpo di mano da parte della Capitana. La ragazza è descritta così: “Una giovane donna che lo ridimensiona a Capitano piccolo piccolo. Sbruffoncella? Non abbiamo piuttosto a che fare con un ministro sbruffone da osteria? – scrive un Lerner  che altrove, quando gli fa comodo, critica il volgare linguaggio dell’odio fingendo di esserne immune – Come nei videogiochi con cui egli si diletta nel cuore della notte, il responsabile dell’ordine pubblico scimmiotta la parodia della difesa dei confini nazionali bloccando un’imbarcazione di 50 metri con 42 naufraghi a bordo. E poi minaccia di erigere barriere fisiche (galleggianti?) a imitazione dei suoi modelli Orbán e Trump, o al contrario (sarebbe già meglio) di smettere l’identificazione e la registrazione degli sbarcati, di modo che possano proseguire il loro viaggio in direzione Nord Europa, da dove, così facendo, non potrebbero più essere rispediti a forza in Italia“.

Dopo Lerner vira sulle questioni famigliari, tentando maldestramente di mettere le mani avanti come nelle demenziale lista di proscrizione per i giornalisti di Destra: “Senza volerle mancare di rispetto, viene da chiedersi cosa pensi in cuor suo la madre di Salvini di questo figlio che si compiace nell’esibizione pubblica dello scherno e della cattiveria addosso a persone che soffrono –  Blastingnews riporta le parole del giornalista – Convinto, il ministro della propaganda, sbagliando, che chi plaude sghignazzando alle sue bravate sui social, rappresenti il comune sentire della nazione” – E’ giornalista, sociologo, statistico, Lerner, a cui aggiunge la provocazione da guappo in stile Saviano. La maleducazione ha fatto scuola. E non si capisce chi è l’allievo e chi il maestro qui. Certo il Ministro della propaganda echeggia il Ministro della Mala scandito con sfrontatezza puerile dallo scrittore. Il peggio si guarda allo specchio e si imita. E il buon Lerner prosegue: “Fa male i suoi conti. Anche ammettendo che i 9 milioni di voti leghisti, e sommateci pure quelli di Fratelli d’Italia e una quota dei berlusconiani, vivano come una liberazione l’indifferenza nei confronti di quei reduci dai campi di prigionia libici – prosegue – ugualmente si tratta solo della minoranza arrabbiata di un Paese di 60 milioni di abitanti che resta assai migliore della raffigurazione che Salvini ne fornisce ogni sera dagli schermi televisivi. Dovrà fare i conti con un’Italia, certo, intimidita, ammutolita dall’accanimento con cui vengono liquidate le figure di riferimento che predicano l’umanitarismo e la solidarietà, un’Italia che vive con crescente disagio la spirale del turpiloquio e dell’ostentazione di cinismo“. Sono argomenti da miserevole ultrà, da bullo a corto d’idee. E stupisce, perchè Lerner non difetta certo d’intelligenza. Ma piuttosto che concedere qualche ragione agli altri cede all’astuzia e perde di onestà intellettuale.

Ma, stando al suo gioco, viene da chiedesi dov’è la maggioranza vagheggiata da Lerner. Quando serve l’intellettuale non si dispiace di scendere nell’osteria per fare i conti della serva. E sembra anche a suo agio, ma i conti è lui, Lerner, che non sa farli. La maggioranza non vuole la gestione dei migranti per come le Ong vorrebbero gestirla ed imporla e potrebbero non essere solo quelli di Destra a non tollerare questo pietismo puerile, sfrontato e ricattatorio, Lerner se ne faccia una ragione. Diversamente, ad un anno da Aquarius e dalla Nave Diciotti la popolarità del vicepremier sarebbe in declino. Non lo è. Ora, Lerner, ha dimostrato di saper vestire in maniera convincente i panni del bullo. Con simile maestria sta vestendo i panni dell’idiota. Speriamo se ne stanchi presto. E, voglia il cielo non li riconosca come la sua seconda pelle. Ci piace di più quando ragiona, dandoci torto.

Fonti: Libero, Il Giornale, Blastingnews

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