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Politica

Riace, dopo la catastrofe elettorale deve pagare 3 milioni di euro in 10 giorni

Il nuovo capo dipartimento dell’immigrazione del Viminale ed ex prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, ha inoltrato a Mimmo Lucano la richiesta di 3 milioni di euro da saldare entro trenta giorni. 

3 milioni di euro da saldare entro trenta giorni. Questa, la richiesta avanzata da Michele Di Bari, nuovo capo dipartimento dell’Immigrazione del Viminale ed ex prefetto di Reggio Calabria, come riporta CorriereCalabria. Di Bari ha inoltrato al comune di Riace – roccaforte dell’accoglienza, prima del disastro elettorale – una diffida a saldare un conto di 3 milioni di euro entro trenta giorni. Una somma che è stata già incassata per i servizi resi dal 2011 al 2018, ma di cui il Viminale ha chiesto la restituzione in quanto il Comune di Riace non avrebbe risolto alcuni problemi di rendicontazione. Le anomalie eventuali, infatti, vanno, secondo la procedura, rese note immediatamente dall’amministrazione, pena dei tagli al budget successivo. E visto che questo non è accaduto, il Viminale chiede ora i conti. In caso non venisse saldato il debito, “si procederà mediante trattenuta sui versamenti erariali”. 

La questione era stata di recente affrontata da una sentenza del Tar di Reggio che aveva annullato la circolare del Ministero che escluse Riace dallo Sprar – il servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo. Un provvedimento, quello del Viminale, annullato sia per l’assenza di una segnalazione delle anomalie, sia per un rinnovo triennale dei progetti. Infatti, secondo il Tar, a Riace è stato autorizzato, a dicembre, il finanziamento per il triennio 2017-2019, proseguendo il triennio precedente. Il progetto avrebbe dovuto essere chiuso alla scadenza naturale e averne autorizzato la prosecuzione, “lasciando la gestione di ingenti risorse pubbliche in mano ad un’amministrazione, per quanto ricca di buoni propositi e di idee innovative, ma ritenuta priva delle risorse tecniche per gestirle in modo efficiente”, spiega il Tar, “appare fonte di danno erariale che dovrà essere segnalato alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della regione Calabria”, conclude.

In pratica, se sussiste danno, questo è stato causato proprio dal Viminale. Di fatto, attualmente, l’amministrazione è chiamata a presentarsi dinanzi alla Corte dei Conti e versare il debito. Un altro attacco che mina la credibilità dell’azione del Sindaco in tema migranti, già minata dai risultati di questa tornata elettorale.

Fonte: CorriereCalabria

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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