Gianni Riotta, giornalista statunitense neutralizzato italiano, con post condiviso sul suo profilo Twitter, ha commentato i risultati delle Europee con riferimento anche alle percentuali degli italiani che hanno votato all’estero.
Chi ha votato Matteo Salvini alle Europee è vittima, in questi giorni, di un meccanismo sociale, stralunato e d’opposizione in base al quale chi ha votato il leghista sarebbe un buon a nulla e un incompetente. L’italiano si sente dare del cretino, sui social, ma anche dell’ignorante, del frivolo, dello stupido. Il giorno dopo le Elezioni, al risveglio e alla lettura della notizia che dava la Lega primo partito, i social network si sono riempiti di insulti, di post diventati virali e di vignette di ogni tipo che prendevano di mira l’elettore. Ma il voto, non dovrebbe essere libero? E non dovrebbe essere lontano da attacchi e critiche che potrebbero, anche indirettamente, fare pressione sulla propria capacità di pensiero? A quanto pare no. A quanto pare l’italiano merita di essere linciato e sentirsi sminuito.
Da chi? Da Gad Lerner, ad esempio. Da quel giornalista che, preparandosi al debutto su Rai3 con una puntata sul partito del suo nemico storico, ha detto che la “Lega è stata votata da classi subalterne“. Ma non è il solo e qualche giorno fa c’è stato anche il piddino Gianni Cuperlo a dire che la “Lega è prima in Sardegna dove il 33% della popolazione non termina la scuola media”. In altre parole: chi ha votato Lega è cretino ed ignorante. E, in ultimo, almeno fino ad ora, arriva anche il Tweet al veleno del giornalista statunitense neutralizzato Gianni Riotta: “Il voto degli italiani all’estero non premia la destra e i populisti. Perché han visto il mondo, non i talk sciò”.
Alias, anche in questo caso: all’estero sono più intelligenti perché conoscono come funziona il mondo. Chi guarda la Tv, invece, vota a destra. Riotta si riferisce al seguente dato: i democratici hanno ottenuto il 32,4 per cento dei consensi da chi ha votato all’esterno. La Lega si è fermata al 18% e il M5S al 14%. Eppure, finché si è in Italia, la realtà è un’altra: ed è che il voto di questa tornata elettorale segna un punto di passaggio che i radical non vogliono vedere, non ce la fanno ad ammettere le proprie sconfitte. Il punto è che l’azione di Matteo Salvini non disturba, almeno non tanto da mandarlo fuori, e anzi il suo partito si rafforza. Lo dicevano i sondaggi, lo ha confermato il voto. Possono dire, lo stesso, i democratici riguardo a quegli elettori in meno persi dal PD?
Chiara Feleppa
Fonte: Twitter Gianni Riotta
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