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Matteo Renzi: “Il Governo Conte risparmi e dia soldi a Radio Radicale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:28
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L’ex Premier Matteo Renzi vorrebbe avere voce in capitolo sulla gestione delle spese dell’attuale Governo Conte. Le spese in eccesso potrebbero essere investite per Radio Radicale. 

Matteo Renzi difende Radio Radicale - Leggilo

 

La scelta del Governo Conte, con la legge di Bilancio 2019, di ridurre progressivamente, fino ad abrogarli, i contributi dello Stato al mondo dell’editoria –  quotidiani, periodici e radio – ha determinato la chiusura di Radio Radicale, l’emittente radiofonica che ha visto dapprima dimezzarsi i fondi dello Stato – stabiliti sulla base della convenzione con il Ministero dello Sviluppo – poi il rompersi della stessa convenzione, in auge fin dal 1994. Visti i tagli, la chiusura di Radio Radicale è ormai alle porte e a questo proposito l’ex Premier Matteo Renzi si è espresso, criticando anche la gestione delle spese dell’attuale Governo giallo-verde. “L’esecutivo Lega-M5S spende per la comunicazione e per le spese di Palazzo molto di più di quello che spendevamo noi. Con i risparmi permetta a Radio Radicale di continuare a vivere”. Infatti, secondo Renzi, i soldi spesi nella gestione di Palazzo Chigi e della sua comunicazione potrebbero essere usati per mantenere in vita Radio Radicale, come riportato dall’Agi.

Quanto costava Renzi?

Ma è vero che il Governo Renzi costava meno di quello Conte? Partendo dal presupposto che la Presidenza del Consiglio dei Ministri gode di “autonomia contabile e di bilancio“, è complesso identificare con precisione i costi di gestione della Presidenza. Renzi è stato in carica come Presidente del Consiglio dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016, per un triennio. Nel 2014, lo Stato ha trasferito dal suo bilancio alla Presidenza del Consiglio circa 3,3 miliardi di euro. Le “spese di funzionamento” ammontavano a oltre 35 milioni di euro, le “spese obbligatorie” ad oltre 304 milioni di euro. Dunque, i costi di gestione nel primo anno di presidenza Renzi si aggirano intorno ai 340 milioni di euro. Nel 2015, questa cifra è scesa a circa 333,3 milioni di euro, mentre nel terzo anno i costi di gestione sono scesi a circa 332 milioni di euro. Quanto ai costi della comunicazione, l’Ufficio stampa e del portavoce del presidente del Consiglio era composto da sette persone, per un totale di stipendi di 605.749,89 euro.

Quanto costa il Governo Conte?

Nel 2019, i costi di gestione previsti per Palazzo Chigi sono di circa 333,3 milioni di euro: una cifra di poco inferiore di quanto speso in media da Renzi nei tre anni. Discorso diverso vale per le spese di comunicazione: in questo ambito, il nuovo governo spende effettivamente di più dell’esecutivo Renzi. Anche l’Ufficio stampa di Conte è composto da sette persone e il monte stipendi totale è di poco oltre 662 milioni di euro. Soldi in eccesso che potrebbero andare a Radio Radicale. Oppure no.

Come dichiarato dal Premier Conte a dicembre scorso, Radio Radicale dovrebbe poter reggersi da sola sul mercato e in più le sue funzioni sono le stesse di Rai Parlamento. La scelta del Governo è politica, e se Renzi non sbaglia i calcoli sui costi della comunicazione, sbaglia su quelli di gestione, che restano nella media. I risparmi di gestione di Palazzo Chigi, non sarebbero comunque sufficienti a salvare Radio Radicale. Quindi, ahimé, lui e la leader di +Europa Emma Bonino – che aveva parlato della chiusura dell’emittente radiofonica come una grave perdita dovrebbero perdere le speranze al riguardo.

#SalviamoRadioRadicale Emma Bonino: “Radio Radicale è la più grande università popolare di #politica istituzionale”.

Pubblicato da Michele Valente su Domenica 21 aprile 2019

Chiara Feleppa

Fonti: Agi, Facebook Michele Valente

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