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Strage nello Sri Lanka, anche Sergio Mattarella non pronuncia la parola “Cristiani”

Rimbalza il “politically correct” dopo l’attentato nello Sri Lanka, dove hanno perso la vita più di 300 persone. Sembra che la parola cristiani sia impronunciabile, forse per non offendere il buon nome dell’Islam. 

Quanto avvenuto questa mattina dall’altra parte del mondo, in Nuova Zelanda, rappresenta un segnale di allarme gravissimo. Alcuni forsennati hanno sparato uccidendo decine di persone inermi di religione islamica, che stavano pregando in una moschea. Sulle loro armi hanno messo come riferimento e simbolo alcuni nomi”. Si era espresso così, qualche tempo fa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in merito agli attentati in Nuova Zelanda, la cosìdetta strage delle moschee, come riportato dall’Agensir. Le vittime sono “decine di persone di religione islamica“, mentre non si fa cenno della parola “cristiani” per identificare le vittime dell’attentato nello Sri Lanka, la “strage delle chiese“.

Si resta lontani, forse per non offendere il nome dell’Islam e dei musulmani, dall’identificare il bersaglio dell’attacco proprio nei cristiani, nell’occidente e nel cattolicesimo. Così, come ha fatto dal 42esimo Presidente americano Barack Obama, seguito dall’ex Segretario di Stato Hillary Clinton, anche Mattarella ha seguito il politicamente corretto: “Ho appreso con sdegno e profonda tristezza la notizia dell’efferato attentato che nelle ultime ore ha insanguinato lo Sri Lanka, causando numerosissime vittime anche tra fedeli inermi riuniti per celebrare la Pasqua”.

Poi, continua il messaggio rivolto al Presidente della Repubblica democratica socialista dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena: “In queste drammatiche ore, facendomi interprete dei sentimenti degli italiani tutti, desidero far giungere a Lei e all’amico popolo dello Sri Lanka le piu’ sincere espressioni di cordoglio e di condanna di questo vile gesto di insensata violenza. Siamo vicini al dolore delle famiglie delle vittime e con viva speranza auguriamo ai feriti un pronto e completo ristabilimento”.

Insomma, facendo due calcoli, i morti in Nuova Zelanda erano “persone inermi di religione islamica”; quelli nello Sri Lanka sono “fedeli inermi” e basta. Allo stesso modo, l’espressione “terrorismo islamico” non compare mai. Diciamo che il nome del politically correct getta un velo sulla propria coscienza. 

Fonte: Agensir

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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