Polemica per alcune espressioni di Carlo Calenda, l’ex Ministro per lo Sviluppo Economico che ha ironizzato sull’utilizzo della violenza per punire i figli.
Bisogna stare attenti a muoversi, sui social, e anche a saper far uso dell’ironia, come può ben sapere la social media manager dell’Inps. E’ lei, senza dubbio, ad aver tenuto banco su Facebook, ieri, con le sue risposte agli utenti meno svegli o con selfie con orecchie da coniglio, che hanno fatto il giro sei social. Oggi, invece, una nuova polemica tiene banco e vede sotto accusa Carlo Calenda, l’ex Ministro per lo Sviluppo Economico del Governo Gentiloni. Calenda ha infatti risposto ad un tweet di Giuliano Ferrara, ex direttore del Foglio. Quest’ultimo, replicando a Calenda che raccontava della partecipazione del figlio alla manifestazione degli studenti a sostegno di Greta Thunberg, in modo non molto felice, aveva commentato: “Picchialo! Buona Pasqua”. Calenda ironizzava su una colorita affermazione dell’attivista a Piazza Pulita: “Non faccio shopping per ridurre l’inquinamento. I regali? Li fabbrico da sola” aveva detto la ragazzina.
All’esortazione di Ferrara riguardo alle simpatie del figlio di Calenda per Greta l’ex Ministro ha replicato: “Quello sempre. Di base. Almeno due volte al giorno. Buona Pasqua anche a te”. Calenda ha insistito, questa volta rispondendo ad un altro utente, raccontando che ieri il figlio ha ricevuto “un bel ceffone per aver risposto male alla madre”. “E gli ha fatto un gran bene”. Non parlava sul serio, ovviamente. Ma subito si sono scatenate le polemiche degli utenti che l’hanno preso di mira per le affermazioni di istigazione alla violenza condivise liberamente sui social. “Le mani non si dovrebbero mai usare, sui figli o su chiunque altro”, scrive uno. “Orrore puro”, commenta un altro.
Ma Calenda non ha minimamente accennato a tacere, e ha incalzato: “Ogni tanto anche un bel calcione nel sedere funziona. Ma dà meno soddisfazione”. Poi scrive: “Ceffone ben assestato a adolescente grosso e turbolento. Ma anche qui solo casi rari e estremi. Non farlo quando c’è necessità è una grave responsabilità”. Poi saluta: “Ora scusate ma devo andare a picchiare i figli, distruggere videogiochi e rubare uova di Pasqua alle signore anziane. Buona Pasqua“.
Chiaramente, palese l’ironia dei tweet che, però, il mondo social non ha colto. Così, Carlo Calenda ritorna a spiegare il senso di quanto detto: “Il tweet su calci nel sedere era palesemente ironico, su; sì, penso che un figlio adolescente possa ricevere un ceffone se fa qualcosa di eccezionalmente grave. Ora relax”. Ma sui social continuano ad infangarlo e c’è chi invoca un “sostegno psicologico” per l’ex Ministro.
Fonti: Twitter Carlo Calenda, Piazza Pulita
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