23+anni%2C+pochi+soldi+e+tanta+onest%C3%A0%3A+%26%238220%3BSe+trovi+qualcosa%2C+devi+trovare+a+chi+appartiene%26%238221%3B
leggiloorg
/2019/04/15/profugo-portafogli-restituisce/amp/
Persone

23 anni, pochi soldi e tanta onestà: “Se trovi qualcosa, devi trovare a chi appartiene”

L’onestà è un dono di pochi. Ma Idrissa Diakité può dirsi sicuro di averla. Il ragazzo, del Mali, ha ritrovato un oggetto di valore e non ci ha pensato due volte a restituirlo al legittimo proprietario. 

 

Idrissa Diakité è un giovane ragazzo di 23 anni, residente a Cesate, in provincia di Milano. E’ arrivato dal Mali dopo un viaggio tumultuoso passando per la Libia, dove è stato incarcerato, massacrato e messo di forza su un gommone per arrivare in Italia. Idrissa ha ritrovato un portafoglio e l’ha restituito al proprietario, dando prova di umanità e altruismo. “Da noi in Mali, funziona così. Se trovi qualcosa devi trovare a chi appartiene”, dice il ragazzo, che ancora non parla bene l’italiano, come riportato da Fanpage. Poi spiega: “Sono entrato in un negozio e ho trovato un portafoglio. Ho preso l’oggetto e l’ho portato dai Carabinieri, lì ho incontrato un uomo anziano che stava per denunciare la perdita del portafoglio. Gliel’ho restituito subito”.

“Se trovi qualcosa che non ti appartiene, la prima cosa che devi fare è riportarla al proprietario. E’ questo quello a cui ho pensato. Il signore che aveva perso i soldi mi ha ringraziato molto”, spiega ancora il ragazzo. All’interno c’erano 1300 euro. Non una somma da niente, soldi che, in questo periodo di profonda crisi, gli avrebbero fatto comodo. Ma Idrissa non ha minimamente pensato di impossessarsene, proprio come Anthony Akpoyibo, un ragazzo di 29 anni che vive di elemosina e che ha trovato giorni fa un portafoglio con 150 euro. Anche lui si è precipitato dai Carabinieri e lo ha restituito. Entrambi, anche se in condizioni economiche sfavorevoli, hanno dimostrato di avere un grande dono: l’onestà.

Idrissa ha raccontato il suo viaggio impetuoso dal Mali e la sua permanenza involontaria in Libia: “Lì, in Libia, sono stato in prigione, ho lavorato per mesi e mesi. Mi hanno detto che se volevo andarmene, dovevo pagare. Poi ho trovato un passaggio per l’Italia, ma ho visto che era un barcone e mi sono rifiutato di salire. I libici mi hanno messo in ginocchio, massacrato di botte e mi hanno gettato a bordo. Così sono arrivato in Italia.”

Fonte: Fanpage

Pubblicato da
Giulia D'Angelo

Ultimi articoli

  • News Mondo

Guccini Reinterpreta Bella Ciao nel 2020: un Appello Partigiano contro Salvini, Berlusconi e i Fasci della Meloni

Durante il lockdown del 2020, l'Italia ha riscoperto la potenza della Resistenza e dell'inno partigiano…

3 settimane ago
  • News Mondo

Fate Spazio, Pastelli: Questa Manicure Grigio-Blu Sta Conquistando Tutto

Scopri il fascino del grigio-blu, il colore che sussurra invece di gridare. Versatile e moderno,…

3 settimane ago
  • News Mondo

FC 27 e The Grounds: Quando il Calcio incontra la Strada e la Cultura Pop

Scopri FC 27, un'esperienza di calcio di strada che trasforma la periferia in palcoscenico. Con…

3 settimane ago
  • News Mondo

La Spagna contro il Giornalismo Indipendente: Sanzioni in Vista per le Inchieste de La Directa

"La Directa", giornale indipendente catalano, rischia sanzioni per aver rivelato l'identità di poliziotti infiltrati, mettendo…

3 settimane ago
  • News Mondo

46 Anni dalla Strage di Bologna: Mattarella Ricorda l’Impatto Profondo sulla Storia e Coscienza Italiana

L'articolo racconta la commemorazione annuale della Strage di Bologna del 1980, un momento di memoria…

3 settimane ago
  • News Mondo

La Camicia Stile Pigiama: Il Capo Versatile dell’Estate 2026

Scopri come la camicia stile pigiama diventa un capo chiave per l'Estate 2026, offrendo un…

4 settimane ago