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Stefania Bonaldi e la disobbedienza al decreto sicurezza, chiamato il Prefetto

Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi dopo la tragedia sfiorata del bus ora rischia la denuncia- La stretta arriva il giorno dopo una giornata da incubo, con 51 bambini della scuola media che hanno rischiato di bruciare vivi.

Ma il motivo non è quanto accaduto mercoledì mattina. Le ragioni sono a monte e scaturiscono dalla fiera opposizione che il Primo Cittadino ha palesato davanti al Decreto Sicurezza. Lo scorso gennaio la Bonaldi aveva annunciato l’intenzione di procedere autonomamente all’iscrizione presso l’anagrafe cittadina degli stranieri che richiedessero residenza. Esattamente come Leoluca Orlando Cascio, sindaco di Palermo. La replica delle opposizioni locali non era tardata:

«Il sindaco Stefania Bonaldi sappia che come Lega, siamo pronti a tutte le battaglie necessarie, politiche e legali che facciano rispettare la legge». Così nel gennaio scorso aveva replicato Andrea Agazzi capogruppo della Lega in consiglio comunale, come riportato da L’inviato quotidiano. La presa di posizione avvenne all’indomani dell’incontro pubblico organizzato dallo stesso sindaco Stefania Bonaldi in sala dei Ricevimenti sul ‘decreto sicurezza’ durante il quale il aveva annunciato di essere pronta a firmare atti di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo. Il Primo Cittadino ha continuato per la sua strada. E, qualche settimana dopo, la tragedia sfiorata del bus. Un autista, cittadino italiano, senegalese d’origine che pensa ad un folle atto dimostrativo contro la stessa politica migratoria ostacolata dal sindaco. In ben altro modo, certo. Ma c’è una cosa, anzi, due, che forse accomunano Stefania Bonaldi e Ousseynou Sy: l’avversità per Salvini e la decisione di opporsi alla politica migratoria del Governo con tutti i mezzi a loro disposizione. Folli nel primo caso. Ragionati nel secondo, anche a costo di uno scontro istituzionale a danno del Paese. Perché la levata di scudi dei Primi Cittadini, fondata peraltro su perplessità legittime, sembra andare oltre i limiti del consentito e motivare, implicitamente, un’ostilità verso una politica migratoria che, se errata, non merita l’allarme che ha suscitato. Un allarme che troppo spesso è apparso strumentale.

E ora il Primo Cittadino deve parare i colpi, che certamente non mancheranno. A intensificare le ostilità contro il sindaco ci pensa l’onorevole della Lega, la cremasca Claudia Gobbato con parole pesanti come pietre.

Dopo le gravi affermazioni del sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, dello scorso gennaio in cui annunciava di ‘voler intraprendere iniziative forti’ per non rispettare la cosiddetta ‘Legge Salvini’, in tema di sicurezza e immigrazione, speravamo che lo stesso sindaco tornasse sui suoi passi, smentisse tali dichiarazioni e soprattutto intendesse rispettare le leggi dello Stato come ogni cittadino deve fare, a maggior ragione se rappresentante delle istituzioni” dichiara l’onorevole che dopo la premessa è andata dunque: “Constatiamo purtroppo che il sindaco non solo non ha cambiato idea ma, come riportato dagli organi stampa, è pronta a procedere all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo che insistono nel proprio territorio, nonostante e contrariamente a quanto disposto dalla stessa legge”.

“Da parlamentare del territorio cremasco – ha continuato l’onorevole – sono molto preoccupata di questo atteggiamento tanto da essermi sentita in dovere di scrivere al Prefetto di Cremona, Paola Picciafuochi, per avere ulteriori precisazioni e chiarimenti e per essere informata di eventuali sviluppi o iniziative al fine di garantire l’osservanza delle disposizioni normative in vigore da parte del sindaco Bonaldi. Per il rispetto che si deve verso i cittadini che rappresentiamo – ha concluso l’onorevole Gobbato, come riportato da Crema Oggi – sarò intransigente ed userò tutti gli strumenti democratici a mia disposizione affinché si faccia piena luce su tale situazione”  L’onorevole ha concluso con queste parole: “il sindaco rispetti le leggi come tutti”.

Nel gennaio scorso il Ministro dell’Interno aveva ammonito i sindaci dal disapplicare il decreto dovendo altrimenti rispondere “penalmente e civilmente” delle loro decisioni, propositive o omissive che fossero risultate. Perché – spiegò ancora il vicepremier – con la decisione di congelare l’applicazione di una parte relativa all’immigrazione del decreto sicurezza si andava  contro “una legge dello Stato”. Il Presidente emerito della Consulta Cesare Mirabelli, sottolineò, come riportato da Il Messaggero: “I Comuni sono tenuti a uniformarsi alle leggiperché, spiegò ancora il giurista “la pubblica amministrazione non può sollevare questioni di legittimità costituzionale e deve uniformarsi alla legge“.

Fonti: Il Messaggero, Crema Oggi, L’inviato quotidiano

 

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Redazione

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