Il Tribunale dei Ministri di Catania ha chiesto l’autorizzazione a procedere in giudizio contro Matteo Salvini, per la vicenda dei migranti a bordo della Diciotti.
E se il Vicepremier Matteo Salvini volesse veramente liberarsi dalla stretta mortale della vecchia politica, – l’ex Premier Silvio Berlusconi in primis – che dall’opposizione guarda al capo della Lega come alla sua ultima ancora di salvezza che possa rimetterla in gioco in parlamento?
O se Salvini, credendo fermamente nella legalità della sua azione di Ministro dell’Interno nella gestione dello sbarco della nave Diciotti, rimettesse nelle mani dei giudici la sentenza relativa a questa scelta, perché possa essere liberamente e accuratamente esaminata, seguendo un normale iter giudiziario? Iter, che dovrebbe essere percorso da qualunque cittadino di fronte alla legge o da qualunque ministro che non tema alcunché da un punto di vista penale e che ritenga la propria decisione legittima e condivisa collegialmente.
Sarebbe tutto molto molto più semplice di quanto non possa apparire, tentati come sempre si è, in casi riguardanti ministri e parlamentari, di ricorrere all’immunità per i membri del parlamento. Basterebbe infatti che il nostro Ministro dell’Interno consegnasse il proprio gesto al giudizio dei giudici, solamente dopo aver parlato con i propri alleati di governo, il M5S, che darebbe prova, in questo modo, di un chiaro e coerente atteggiamento comportamentale rispetto ad uno dei più importanti argomenti ,tra quelli da lui spesi in campagna elettorale: la certezza della pena e dunque l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Un comportamento di questo tipo confermerebbe al popolo italiano che le sue promesse da preelezioni non erano solamente propaganda,ma fatti che in questo caso non andrebbero a risparmiare nemmeno la casta.
Se al contrario Salvini si sottrarrà al giudizio dei giudici, delegittimando ancora una volta la Magistratura, allora dimostrerà automaticamente il teorema contrario : che le sue parole in campagna elettorale erano davvero, come in molti pensano, parole vuote , di pura propaganda , che mostrerebbero, in questa circostanza, tutta la loro essenza davvero populista.
Matìs
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