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Imperia, l’ex Ministro della Repubblica Italiana, si schiera con la Francia

L’ex Ministro della Repubblica Italiana sta con la Francia, Imperia si illumina dei colori della bandiera francese

Prosegue lo scontro tra Italia e Francia. Anche ad Imperia sventola bandiera francese, come Torino e Cuneo.

Lo scontro diplomatico apertosi tra Italia e Francia pare essere diventata una questione di bandiera, e non un segno da poco, se si considera che proprio il tricolore è uno dei simboli più forti della reciproca identità nazionale. Ma c’è chi, in queste ore, sembra rinnegare la bandiera bianca, rossa e verde e sostituirla con quella rossa, blu e bianca, o almeno mettendo l’una a fianco dell’altra. Come fossimo diventati improvvisamente tutti italiani e francesi. Così, l’Italia si trova simbolicamente spalla a spalla con la Francia, proprio quando il dialogo tra i due Paesi in queste ore non sembra affatto una questione di fratellanza: è diventata una discussione a suon di grida, piuttosto.

La decisione del Presidente Macron di richiamare a Parigi l’ambasciatore francese a Roma , ha lasciato malumori un po’ ovunque e alcuni si sono schierati dalla parte dei francesi. Primo tra tutti Matteo Renzi, che ha aggiunto la bandierina francese accanto a quella italiana sull’account ufficiale del PD. A seguire il Sindaco della città di Cuneo l’ha esposta al Municipio, per poi ritirarla; e anche l’Università di Torino ha fatto lo stesso, per esprimere vicinanza e continuità ai transalpini, visto che, come ha detto il Rettore, “Torino è filofrancofona“.

Molti si ricorderanno di Claudio Scajola, ex Ministro della Repubblica, famoso per una casa regalatele ” a sua insaputa” con vista sul Colosseo, quando era parlamentare. Oggi, Scajola, Sindaco di Imperia, torna a far parlare di sé. Infatti, anche Imperia si è unita alla scia del PD, visto che Scajola, insieme alla Giunta comunale, ha deciso di prendere posizione, illuminando la facciata del Municipio con i colori della bandiera francese.

Scajola ha commentato così la sua scelta: “Italia e Francia sono legate da un rapporto strettissimo sin dai tempi dell’Unità nazionale, tanto da essere definite ‘i cugini d’Europa‘. La competizione, che deve esistere tra due Paesi leader, ha creato nel corso degli anni opportunità per entrambe le comunità”, ha spiegato. Il Sindaco, già insignito della Légion d’honneur, si recherà sabato 16 febbraio a Mentone, in piena Costa Azzurra, per la Fête du Citron – festa del limone, caratteristica della cittadina – su invito personale del sindaco della cittadina francese Jean-Claude Guibal.

Insomma, il legame sembra essere consolidato tanto da scavalcare i propri connazionali. “La Francia è poi il secondo Paese destinatario delle esportazioni italiane ed è la destinazione raggiunta ogni giorno da molte migliaia di frontalieri della nostra provincia”, ha continuato Scajola. “Memori della nostra storia e dei nostri interessi, dobbiamo auspicare che i problemi si risolvano seguendo la via del dialogo e del confronto, nel rispetto dei valori comuni, con i modi e i toni propri di una nazione matura”, ha concluso, come riportato da La Stampa.

Le critiche non sono tardate ad arrivare. Angelo Dulbecco, coordinatore della regione Liguria, di Forza Italia Giovani, e dirigente nazionale, ha criticato la scelta del Sindaco. “Un gesto inaccettabile esporre la bandiera francese sulla facciata del nostro Comune. La Francia richiama il suo ambasciatore e noi diamo solidarietà ai francesi?”
In effetti, i Francesi non avrebbero mai appoggiato la controparte, e in Francia il clima che si respirerà sarà quello di appoggio reciproco, cosa che qui manca totalmente, a dispiacere. “Il nostro Tricolore merita rispetto e non gesti servili, di pura propaganda politica, specialmente in periodi come questo dove i colori politici non contano, ma c’è bisogno di orgoglio e di attaccamento alla nostra Nazione”, ha continuato Dulbecco che si è poi augurato che le cose tornino come prima per rimediare alla vergogna.

Insomma, si pretende rispetto per gli italiani, specie da parte di chi ricopre cariche pubbliche.

Fonte: La Stampa

Pubblicato da
Chiara Feleppa

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