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Achille Lauro sotto accusa: “Il suo testo a Sanremo è un inno alla droga”

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Achille Lauro, il suo brano è un inno alla droga. Matteo Salvini lo liquida: “Ma chi è?”

Achille Lauro, in gara al 69esimo Festival di Sanremo, con il suo brano “Rolls Royce” è finito sotto accusa per il testo

Achille Lauro polemica

Si chiama Lauro de Marinis, in arte Achille Lauro, e lo conosciamo perché in queste sere lo vediamo cantare sul palco dell’Ariston. Ogni tanto compare davanti al piccolo schermo con i tatuaggi sulla faccia e lo sguardo aggressivo. In realtà, però, di lui quasi nessuno ne sa nulla.

Il trapper, come si è definito, pare essere un amico di Sfera Ebbasta. I due condividono il genere musicale, e poi, a quanto pare, l’istigazione all’uso di droga. Come Sfera fu messo sotto accusa, poco tempo fa, per i suoi testi – considerati un inno al consumo di stupefacenti – ora lo stesso destino pare toccare ad Achille Lauro. Prima le accuse di plagio, per delle somiglianze con un brano degli Smashing Pumpinks, ora bersaglio la sua Rolls Royce, il brano presentato alla 69esima edizione del Festival di Sanremo.

“Rolls royce” sarebbe in realtà un riferimento non a una macchina, ma a una pasticca di ecstasy, come fa notare Striscia la Notizia che ha consegnato anche un tapiro al trapper, che si è difeso, rigettando tutte le accuse. “Ogni giorno esce una cosa nuova, prima il plagio che non è un plagio. Ora questo. Ma io non ne ho mai sentito parlare, Rolls Royce è la macchina, è lo status. Il pezzo è una fotografia di tutte le icone mondiali dagli anni Cinquanta a oggi: dal mondo di Hollywood alla musica, allo stile”, ha detto.  “Rolls Royce, voglio una vita così, voglio una fine così”, dice il testo. E tra le righe ci sono pure Amy Winehouse, Jim Morrison e Jimi Hendrix, nomi tutti puliti, insomma.

Anche il direttore artistico del Festival, Claudio Baglioni, in Conferenza stampa, interpellato sulla questione, aveva risposto, prendendo giustamente le distanze dalle accuse, anche perché, lo ricordiamo, è Baglioni stesso che ha scelto i partecipanti in gara. “Confesso che non so niente di droghe, fin da ragazzo quando altri si facevano le canne”, ha detto Baglioni.“Lui ha detto palesemente che il riferimento è al marchio di lusso, ricchezza e stile ‘Rolls Royce’. Non vorrei fare l’esegeta, nessuno meglio dell’autore sa cosa intendeva. Sarei comunque l’esperto meno indicato sulla questione“, ha concluso.

E se Claudio Baglioni l’ha difeso – in risposta anche alle richieste del  deputato di Forza Italia, Roberto Novelli che ne ha chiesto l’intervento al riguardo -, il Vicepremier Matteo Salvini, intervistato da Jimmy Ghione, ha detto la sua. “È terribile, mi fa schifo solo l’idea. Mi sembra che stia ammiccando, non è la macchina. Anche perché cita qualche personaggio che in passato ha abusato e non è finito bene”, ha risposto Salvini.

Il Ministro dell’Interno non si è risparmiato neanche sul personaggio: “Preferivo le caramelle dei Dear Jack” – brano con argomento pedofilia, scartato perché ritenuto troppo forte –  rispetto alle Rolls Royce di questo tizio”. E alla domanda dell’inviato, che gli ha chiesto chi sarà mai stato a selezionare il brano, ha risposto tentando di svincolarsi: “Tu dici che è Baglioni? Non farmi polemizzare con Baglioni che ho già i miei problemi” – riferendosi alla querelle sui migranti. 

Insomma, finalmente una di quelle polemiche che ci voleva proprio, per tirare su il morale di questo Festival. Che proprio non decolla.

Chiara Feleppa

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