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Emma, il cellulare ha suonato per ore. I genitori l’hanno trovata sotto un lenzuolo

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Per Emma Fabini, 14 anni, era la prima volta in discoteca. L’ha accompagnata la madre della sua migliore amica. Frequentava il primo anno del liceo classico Perticari. La 1° A. Era emozionata e contenta, del resto i genitori si fidavano di lei: una ragazza seria. Poi la tragedia, Emma è stata l’ultima delle vittime ad essere riconosciuta.

Non aveva con sé i documenti, probabilmente aveva perso la borsa per uscire nel tentativo di mettersi in salvo. Dentro il cellulare ha suonato per ore. Appreso della tragedia, i genitori hanno iniziato a chiamarla ma lei non poteva rispondere. Il padre Fazio Fabini, titolare di una parafarmacia e la madre Angela, si sono precipitati al pronto occorso di Senigallia. L’hanno cercata tra le ferite, ma il suo nome non risultava.Sul piazzale della discoteca, tra le vittime coperte da un lenzuolo bianco, c’era invece una giovane ancora senza nome. Prima di raggiungerla hanno appreso alcuni dettagli: un orologio color oro indossato al polso e una minigonna di jeans. Era proprio lei. Emma stava ballando con le amiche, ad un tratto anche lei come le altre ha accusato un forte fastidio alla gola. D’istinto si sono dirette verso l’uscita e sono state travolte dalla folla. Qualcuna è caduta, c’è chi è riuscita a rialzarsi. Emma no. È rimasta a terra. Le amiche l’hanno cercata, tra caos e panico l’hanno trovata quando ormai era troppo tardi. La sua migliore amica, Caterina, si è salvata invece.

«Non riesco a togliermi dalla testa quell’immagine – il racconto sotto choc – ero schiacciata sotto molte persone. Non riuscivo a respirare e mi pestavano la testa. Pensavo di morire. Poi mi sono aggrappata alla gamba di qualcuno e sono riuscita a liberarmi. Ho cercato la mia amica ma non l’ho trovata. Non sono riuscita a salvarla e ora Emma non c’è più. Non doveva succedere, aveva solo 14 anni ed eravamo andate lì per divertici. Oggi saremmo dovute uscire insieme e invece lei non c’è più». Insieme a loro anche altre amiche che hanno voluto dedicarle un ricordo ieri. «A te che ci hai sempre strappato un sorriso e che in così poco tempo sei diventata speciale. Caterina, Sara, Federica, Maria Vittoria, Martina e Aurora».

Sconvolte anche le compagne delle elementari. «Emma era una delle migliori amiche di mia figlia Arianna – è il ricordo di Simone Tranquilli, noto edicolante e presidente dell’associazione Gent’d’S’nigaja – tornavano sempre a casa assieme da scuola. Lei andava da Fazio, il papà che gestisce la parafarmacia del centro commerciale Saline». Continua il racconto di Tranquilli: «Con lui e la moglie mi ero intrattenuto a parlare cinque o sei giorni fa sul futuro incerto dei nostri ragazzi. Emma era stata a casa mia decine di volte a fare i compiti o a pranzo e tante altre volte ci eravamo divertiti nelle cene tra genitori». Anche la figlia Arianna era in discoteca, scampata alla tragedia. Quando è entrata alla Lanterna Azzurra, vicino a lei c’era Asia Nasoni, una delle vittime.

«Nel disastro alla discoteca ha perso la vita Emma Fabini mentre altri studenti risultano feriti – dichiara il dirigente scolastico del liceo Perticari, Francesco Maria Orsolini – tutta la comunità in lutto del liceo Perticari si stringe ai familiari dell’alunna scomparsa, vittima giovanissima e innocente delle enormi e colpevoli responsabilità che hanno determinato la sciagura. La scuola si unisce anche ai compagni di classe di Emma, affinché i docenti possano prendersi cura del dolore insopportabile per la sua perdita».