Home Casi “Salvini non può permettersi di chiamare vermi gli assassini di Desirée”

“Salvini non può permettersi di chiamare vermi gli assassini di Desirée”

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Non c’è pace per la memoria della piccola Desirée Mariottini. A pochi giorni dal suo funerale si riaccende la polemica sulla questione migranti.

Lacrime, canzoni e tanti palloncini bianchi. Così la gente di Cisterna di Latina ha salutato la giovane Desirée, uccisa dopo essere stata stuprata da un branco di immigrati. Qualche componente di questo gruppo assassino è stato già fermato ed interrogato e le dichiarazioni rilasciate hanno aumentato l’orrore.
Desirée è morta a 16 anni, uccisa nel modo più barbaro, dopo una violenza sessuale di gruppo. La tremenda notizia ha acuito il senso di insicurezza avvertito da molti in Italia dopo i frequenti atti criminosi messi in atto dagli immigrati. Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha basato la sua intera campagna elettorale sulla lotta all’immigrazione clandestina e sulla punizione di qualsiasi illegalità compiuta. Un caso come quello di Desirée Mariottini non può e non deve restare impunito. La nefandezza della vicenda ha scatenato lo sdegno di Salvini che ha definito gli stupratori assassini come “vermi”.

I padri comboniani attaccano Salvini: “Non può parlare così agli immigrati”

Le parole del vicepresidente del Consiglio hanno suscitato indignazione nei padri comboniani, appartenenti alla stessa comunità missionaria di padre Alex Zanotelli. I seguaci del leader della Nuova Chiesa di Papa Francesco hanno bacchettato Salvini per l’utilizzo di un linguaggio improprio, a loro dire. “Non si possono offendere in questo modo i migranti” urlano gli esponenti della corrente bergogliana della sinistra, quella che vuole dare un volto progressista al cattolicesimo. Non è la prima volta che padre Zanotelli si schiera in difesa degli immigrati. Sono note le sue lotte per sostenere i diritti dei clandestini e quelli LGBT e le sue dichiarazioni in merito. Il missionario, grande amico di Roberto Fico, ha sempre affermato di essere contrario alla cultura dell’odio ed è sempre intervenuto per difendere gli immigrati dai crimini subiti. Non sembra, però, che sia disposto ad intervenire allo stesso modo quando gli immigrati quegli stessi crimini li compiono.

Alessandra Curcio