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Petra Laszlo, la reporter dello “sgambetto” è stata assolta

Petra Laszlo, reporter ungherese diventata famosa per lo sgambetto ad un profugo siriano in fuga al confine tra Serbia e Ungheria, è stata assolta.

Forse i tribunali perdonano, o meglio assolvono, ma il web no. Questo perché rimarranno per sempre le immagini della reporter ungherese Petra Laszlo che fa lo sgambetto ad un padre profugo siriano che cercava di oltrepassare il confine tra Serbia e Ungheria, nelle campagne vicino a Rotzske, come riportato dalla BBC.

Petra Laszlo: i fatti

Ripercorriamo brevemente i fatti: era l’8 settembre 2015 quando la cameraman di N1tv Petra László  viene ripresa da Stephan Richter, un altro reporter tedesco, mentre faceva cadere con un sgambetto un padre profugo siriano che ha in braccio suo figlio. In un’altra ripresa si vede la donna sferrare un calcio ad una ragazzina. Non appena la notizia si è diffusa, il direttore dell’emittente, Kisberk Szabolcs, aveva annunciato su Facebook il licenziamento della giornalista.

Prima Laszlo si è scusata, ma poi ha tentato di fare causa al migrante sgambettato, Osama Abdel Muhsen Al Ghadab, dicendo che l’uomo fosse in realtà un terrorista,  perché un giornalista vicino al regime di Assad lo ha accusato di aver militato nelle fila del Fronte al- Nusra, filiazione siriana di al-Qaeda. “Non ho mai nascosto le mie antipatie per Assad e a settembre, quando il mio volto è finito sui media, mi aspettavo che il regime cercasse di infangarmi in qualche modo” aveva detto in un’intervista. L’uomo nel frattempo è arrivato in Spagna assieme al figlio: qui ha ottenuto l’asilo politico e lavora come allenatore di calcio (dopo una brutta parentesi in cui era stato licenziato perché non aveva imparato lo spagnolo).

La vicenda della reporter ha avuto due diversi risvolti: nel 2017 è stata condannata  infatti a tre anni di libertà vigilata, ma nei giorni scorsi la Corte Suprema ungherese l’ha assolta giudicando il suo gesto – seppur “moralmente scorretto” – un reato minore e quindi la pena inflitta era eccessiva.

Nel frattempo, nel 2016, la Laszlo ha pure vinto un prestigioso  premio per il documentario cinematografico Nemzetidegen , che in ungherese significa “Estraneo alla nazione”, lavoro dedicato alla rivoluzione del 1956 per la democrazia, soffocata nel sangue dai comunisti.

Fonte: BBC

Pubblicato da
Valentina Colmi

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