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Tiziano Renzi, le notizie sono vere ma riesce a farsi risarcire

Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, è stato risarcito per diffamazione dal giornale Il Fatto, ma il quotidiano è stato tuttavia ritenuto attendibile.  

Tiziano Renzi è al centro delle cronache in questi giorni. Dopo la chiusura dell’inchiesta Consip – che ha visto i magistrati richiedere l’archiviazione per un suo presunto coinvolgimento – ora il papà dell’ex Primo Ministro è riuscito ad avere almeno una parte del risarcimento che aveva chiesto al quotidiano Il Fatto.

Si tratta in realtà di una vittoria a metà, perché se è vero che il Tribunale di Firenze ha riconosciuto la diffamazione in due commenti del direttore Marco Travaglio e in un titolo di un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano e da ilfattoquotidiano.it agli inizi di gennaio 2016 per un totale di 60mila euro, è altrettanto vero che per i quattro articoli contestati – per i quali Renzi senior aveva richiesto 300mila euro – il giornale è stato assolto.

Tiziano Renzi: Il Fatto Quotidiano non ha diffamato

Renzi contestava al quotidiano 4 articoli che parlavano dei rapporti anche economici con gli ideatori di The Mall, un progetto di outlet di lusso. In particolare, si trattava di 3 centri commerciali tra Firenze, Sanremo e la provincia di Brindisi. Il Fatto aveva ricostruito i ruoli e gli intrecci societari di chi era coinvolto nei fatti, i quali rimandavano quasi tutti alla figura di Renzi padre. Secondo il signor Tiziano si è trattato di una vera e propria campagna stampa contro di lui, cosa che non ha mancato di sottolineare anche Matteo scrivendo della presunta vittoria su Facebook: “Una notizia personale. Oggi è arrivata la prima decisione su una (lunga) serie di azioni civili intentate da mio padre, Tiziano Renzi, nei confronti di Marco Travaglio e del Fatto Quotidiano. La prima di oggi vede la condanna del direttore Travaglio, di una sua giornalista e della società editoriale per una cifra di 95.000€ (Novantacinquemila). Niente potrà ripagare l’enorme mole di fango buttata addosso alla mia famiglia, a mio padre, alla sua salute. Una campagna di odio senza precedenti. Ma qualcuno inizia a pagare almeno i danni. Volevo condividerlo con voi. Buona giornata, amici”
In realtà secondo la sentenza, gli articoli firmati da Pierluigi Giordano Cardone e Gaia Scacciavillani sono ritenuti veri e c’è di più: Tiziano Renzi dovrà essere lui a pagare 13mila euro di spese processuali al direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez e ai cronisti coinvolti nella vicenda. Gli articoli infatti descrivevano fatti provati, motivo per il quale sono stati ritenuti veri.

Il Fatto Quotidiano, come detto, è stato invece condannato a pagare 95mila euro per due singole parole contenute in alcuni editoriali del direttore Marco Travaglio (“bancarotta” e “affarucci”) e per un titolo (“Banca Etruria, papà Renzi e Rosi. La coop degli affari adesso è nel mirino dei pm”) considerato non del tutto chiaro su un contenuto dichiarato veritiero e quindi non diffamatorio.

Tiziano Renzi dal canto suo ha annunciato sul sito del figlio che andrà in pensione. “Oggi dico basta. E annuncio che vado in pensione, lascio ogni incarico, metto in vendita la mia società. Mi arrendo. Lo dico oggi proprio quando la procura di Roma chiede l’archiviazione sulla vicenda CONSIP dopo che per quasi due anni sono stato oggetto di polemiche quotidiane su tutti i media nazionali. Può sembrare strano che decida di arrendermi proprio oggi, proprio dopo una notizia che ho atteso per tanti mesi.
Ma c’è un perché (…)  Dal 2014 la mia vita è cambiata. Ho conosciuto il dolore di chi viene accusato, sa di essere innocente, eppure è su tutte le prime pagine. Mi sono sentito stritolato dagli sguardi, dai commenti, dall’odio. È un’esperienza che non riesco a spiegare ma che non auguro a nessuno di vivere.
Ho sempre viaggiato molto ma confesso che avevo paura di fermarmi persino agli autogrill perché mi sentivo addosso lo sguardo polemico di persone che mi giudicavano colpevole senza aver mai letto una carta. Senza sapere nulla. (…) Per adesso sto collezionando archiviazioni delle indagini contro di me e condanne in sede civile per chi mi ha diffamato, come accaduto recentemente anche con il direttore del Fatto Quotidiano.
Ma serviranno ancora molti anni sia per i processi contro di me, sia per le azioni civili che ho intentato e sto intentando contro chiunque abbia leso il mio onore (…)  Me ne vado a testa alta. Hanno condannato chi mi ha diffamato, non me. Ma devo andarmene per rispetto a chi lavora con me.
Sono stati 40 anni di lavoro difficile ma bellissimo. Dico grazie a tutti quelli che hanno fatto un tratto di strada con noi. E in bocca al lupo a chi verrà dopo di noi.”

Fonti: Facebook Matteo Renzi, Il Fatto Quotidiano, MatteoRenzi.it

Pubblicato da
Valentina Colmi

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