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“Meglio frocio che fascista”: perché dovrebbe essere così?

Quando si pensa di fare parte dell’intellighenzia di questo Paese e di saperne interpretare i bisogni, si finisce per prendere delle sonore cantonate. In questo caso stiamo parlando del Partito Democratico, che si è sempre reso paladino dei diritti civili, dei bisognosi, di chi non arriva alla fine del mese. Non come quei “cattivoni” di Matteo Salvini e Luigi Di Maio che sono “violenti, maschilisti e che usano i social per istigare l’odio”. No, loro sono i buoni e tutto il resto è niente.

Questa volta crediamo che sia stato Nicola Zingaretti – Presidente della Regione Lazio – e nuovo salvatore del PD, stando alle sue parole, ad aver combinato un pasticcio. Forse lui non se ne sarà reso conto, visto che nella foto, riportata da Latina Quotidiano, sorride di fianco ad una maglietta indossata dalla senatrice PD Monica Cirinnà che riporta la frase “Meglio frocio che fascista“. Ora, non capiamo perché tra tante cose, proprio la “frocitudine” deve essere citata quale esempio migliore dell’essere fascista.

Qui infatti non si sta capendo che non si sta facendo un complimento agli omosessuali, anzi li si sta umiliando. Si sta dicendo che tra tutte le cose, proprio tra tutte, anche quelle peggiori, è meglio essere gay piuttosto che fascisti (perché è evidente che esserlo è essere in fondo alla catena alimentare, peggio dei lombrichi). Senza dimenticare che il termine “frocio” è assolutamente dispregiativo e volgare: non c’è nulla di divertente e non capiamo perché Zingaretti rida. Nessuno è quindi senza colpa, come vogliono farci credere: le parole sono importanti e a volte possono offendere più delle sberle. In questo caso possono offendere delle persone che ogni giorno devono convivere con la propria sessualità, spesso oggetto di insulto.

Come giustamente ha scritto un utente su Facebook: “Non capisco bene la frase “meglio frocio che fascista”.Cioè queste due persone della sinistra “tollerante” stanno dicendo che tra i due mali, meglio essere omosessuale che fascista.Non sono di sinistra non sono assolutamente fascista e non sono neanche tollerante verso gli omosessuali perché “Tollerare” in italiano significa “sopportare situazioni spiacevoli” e per me non c’è niente di spiacevole nei gusti sessuali, qualunque essi siano. E in quella maglietta c’è tanta idiozia e anche un po’ di fascismo da far rabbrividire”.

Fonte: Latina Quotidiano

Pubblicato da
Valentina Colmi

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