Quando si pensa di fare parte dell’intellighenzia di questo Paese e di saperne interpretare i bisogni, si finisce per prendere delle sonore cantonate. In questo caso stiamo parlando del Partito Democratico, che si è sempre reso paladino dei diritti civili, dei bisognosi, di chi non arriva alla fine del mese. Non come quei “cattivoni” di Matteo Salvini e Luigi Di Maio che sono “violenti, maschilisti e che usano i social per istigare l’odio”. No, loro sono i buoni e tutto il resto è niente.
Qui infatti non si sta capendo che non si sta facendo un complimento agli omosessuali, anzi li si sta umiliando. Si sta dicendo che tra tutte le cose, proprio tra tutte, anche quelle peggiori, è meglio essere gay piuttosto che fascisti (perché è evidente che esserlo è essere in fondo alla catena alimentare, peggio dei lombrichi). Senza dimenticare che il termine “frocio” è assolutamente dispregiativo e volgare: non c’è nulla di divertente e non capiamo perché Zingaretti rida. Nessuno è quindi senza colpa, come vogliono farci credere: le parole sono importanti e a volte possono offendere più delle sberle. In questo caso possono offendere delle persone che ogni giorno devono convivere con la propria sessualità, spesso oggetto di insulto.
Fonte: Latina Quotidiano
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